Cicloturismo, una grande passione che vede come protagonista assoluta la bici

Il cicloturismo si sta diffondendo sempre di più anche tra i meno appassionati di ciclismo.

Poter vivere davvero le proprie mete e avvicinarsi in maniera così profonda ai luoghi che si visitano, grazie alle proprie forze e alla propria curiosità, è un’esperienza unica e soddisfacente.
Alcuni partono per questa avventura addirittura per giorni, se non per settimane, con l’unico svantaggio di non poter portare con sé oggetti e comfort di utilizzo comune.
Ma d’altra parte riempie il cuore e gli occhi di fantastici panorami, tramonti e mete inaspettate.
Viaggiare in bicicletta permette inoltre di programmare il percorso giorno per giorno, cambiando la meta ogni qualvolta che ne si sente il desiderio e lasciarsi guidare dall’istinto, scoprendo meraviglie nascoste.
E’ a tutti gli effetti una forma di turismo eco-sostenibile, fa bene al pianeta ma anche alla mente e allo spirito!

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Le Valli di Lanzo e la Val di Tesso presentano svariate opportunità per gli amanti del ciclismo.
La varietà dei percorsi e la bellezza dei panorami fanno di questo territorio una meta immancabile per tutti gli amanti del cicloturismo.
Esistono percorsi per tutti i gusti : dalle piste ciclabili su strade poco trafficate fino a percorsi più impegnativi in alta montagna.
Non a caso le scorse edizioni del Giro d’Italia hanno sfiorato il nostro bellissimo territorio, grazie alla grande quantità di percorsi e pendii, alcuni anche particolarmente faticosi.
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Le numerose sistemazioni lungo il territorio offrono la possibilità di riposarsi dopo una lunga giornata passata in sella. L’Hotel Italia a Coassolo è la soluzione ideale per chi vuole concedersi una pausa lungo il territorio della Val di Tesso.
In questo contesto, immerso nella natura incontaminata e nel parco presente intorno alla struttura, sarà ancora più piacevole riposare le gambe e godersi la pace e la tranquillità che caratterizza questa struttura !
Tra le mete più ambite per i ciclisti nella Val di lanzo e nella Val di Tesso troviamo la Punta Prarosso, La Cialma, Le Fuere, Il Rifugio Salvin, il lago di Monastero, Il Santuario di Marsaglia e il famoso ponte del Diavolo.
Percorrendo questi luoghi riscoprirete antiche tradizioni e curiosità, e osservando i numerosi alpeggi vi verrà senz’ altro la curiosità di assaggiare i prodotti tipici nati in questi luoghi, preziosi tesori della nostra cultura culinaria.

 

Escursioni nella Val di Tesso, la Cialma e il Monte Vaccarezza

La salita verso Il Monte Vaccarezza o Castel Balanger è un’ idea per una piacevole gita da effettuare nelle Valli di Lanzo.
La vetta è caratterizzata da un grosso ometto di pietre, e da qui si può godere di una vista eccezionale. Ben visibile il panorama dagli Appennini alle Alpi Marittime, per poi proseguire con le Alpi Cozie, il Monviso accompagnato da tutte le più note montagne delle Valli di lanzo, continuando con il gruppo del Gran Paradiso e del Monte Rosa. Nelle giornate limpide è possibile anche notare a nord est le montagne del Bernina e dell’Adamello. Su queste pendici e sulle montagne vicine si possono notare diversi alpeggi, testimonianza del duro lavoro che dovevano sopportare i vecchi montanari per ricavare il necessario per poter sfamare le proprie famiglie e il loro bestiame.
Se ne avete la possibilità, è consigliato attendere qui il tramonto: il colore del cielo prima si tinge di rosa poi diventa sempre più rosso acceso, fondendosi alla perfezione con il  panorama che si aprirà davanti ai vostri occhi.

 

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Un’esperienza immancabile da aggiungere alla lista delle cose da fare per chi è affascinato dalla montagna e dalla natura incontaminata. L’ Hotel Italia a Coassolo è il punto di partenza perfetto per partire alla scoperta del Monte Vaccarezza.

Per questa escursione occorre partire da Letisetto, a Coassolo Torinese, oppure dalla Cialma (m 1559), accorciando notevolmente l’itinerario, ma tenendo presente che il transito è consentito ai residenti o ai proprietari e che la strada è molto dissestata.

Itinerario verso il Monte Vacarezza

Una volta giunti a Coassolo, proseguire verso la località Letisetto e parcheggiare l’auto al bivio. Imboccare la strada sterrata, superare un costone e successivamente i numerosi tornanti, raggiungendo la zona dei Gerbidi. Continuando lungo la strada sterrata, la zona boschiva terminerà iniziando già a regalarvi un bel panorama. Dopo una curva la strada si allarga in un ampio piazzale, e qui troverete l’alpeggio della Cialma. Proseguendo su una stradina che aggira un piccolo rilievo erboso, si arriva a un altro piccolo piazzale. Da qui si prosegue a sinistra imboccando un sentiero. Superando un pilone votivo e un grosso masso, si giunge così nei pressi dell’Alpe dei Merli e poco dopo alla Vaccarezza Inferiore (m 1900). Proseguendo si arriva alla Vaccarezza Superiore (m 200), per poi toccare infine la cresta che la unisce al Monte Angiolino.

 

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Godersi la montagna d’estate nella terza età

Gli eventuali rischi dell’altitudine e le misure da adottare perché il fisico non ne risenta.

La montagna è rigenerante per corpo e spirito e per questo motivo si rivela ideale per gli anziani.
Con gli anni le energie diminuiscono rendendo particolarmente faticose anche le azioni più semplici, ma questo non significa dover rinunciare al piacere di una vacanza in montagna!
Qualunque medico infatti consiglia ai pazienti di terza età di percorrere passeggiate all’aperto respirando aria pulita.
Per questo motivo moltissimi anziani scelgono la montagna come meta per i loro soggirni estivi. Soggiornare in mezzo alla natura può infatti dare sollievo e refrigerio dal caldo e dall’afa della città, evitando spiagge affollate e godendosi un piacevole fresco.

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Passare le vacanze estive in montagna comporta anche molteplici vantaggi per la salute; é una buona occasione per ridurre i problemi legati al sonno, può essere la spinta giusta per fare attività fisica, e magari mantenere la buona abitudine una volta tornati a casa.
Può trarre giovamento anche chi soffre di patologie respiratorie e inoltre può ridurre la glicemia.

Fino ai 1200 metri di altezza, non sono necessarie particolari precauzioni.
Oltre questo altezza, è bene prestare attenzione, infatti la concentrazione di ossigeno si riduce e potrebbe creare problemi a chi soffre di patologie cardiovascolari, a chi è stato sottoposto a bypass o angioplastica, a chi soffre di bronchite cronica e a chi ha problemi legati alla pressione.

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Molto importante è cominciare a fare attività gradualmente e non eccedere negli sforzi, effettuare un riscaldamento muscolare prima di mettersi in cammino o di allacciare gli scarponi e non trascurare l’apporto proteico. E’ anche importante prestare attenzione all’abbigliamento per non andare in ipotermia.
È utile portare con sé un misuratore di pressione elettronico validato, per poter effettuare spesso l’autovalutazione ogni qualvolta che ne si sente la necessità. E se la pressione dovesse salire troppo, la terapia efficace è sempre scendere di quota. E’ consigliato chiedere sempre consiglio al medico di fiducia.

Se non ci siete mai stati, un consiglio è quello di trascorrere una piacevole vacanza in montagna nella Val di tesso, conosciuta per l’abbondanza di percorsi naturalistici.
L’Hotel Italia di Coassolo dispone di tutti i servizi necessari per farvi trascorrere un soggiorno rigenerante!

Il sambuco: utilità e curiosità

In montagna sono diffusi molti alberi e arbusti interessanti sotto vari aspetti. Ad alcuni sono riconosciute proprietà officinali, altri offrono un legno adatto a varie tipologie di impiego; infine fiori, frutti e semi di alcune specie sono commestibili. E non mancano le curiosità, derivate dalla cultura popolare.

Iniziamo questa rassegna con il Sambuco (Sambucus nigra L., famiglia Adoxaceae), arbusto o alberello che può raggiungere i 7-8 metri di altezza. E’ comune nei boschi umidi (soprattutto ai margini), nelle schiarite e nelle siepi. Ha foglie pennate composte da 5-7 foglioline, e fiori stellati bianco-lattei con antere gialle che compaiono in maggio-giugno, riuniti in ricche infiorescenze ombrelliformi (corimbi); i frutti sono piccole drupe nero-violacee e maturano in settembre-ottobre.

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I fiori possono essere utilizzati in cucina per preparare deliziose frittelle dolci: si aggiungono a una pastella ottenuta sbattendo 3 tuorli (montare a neve gli albumi) con 100 g di zucchero, e aggiungendo 100 g di farina, mezza bustina di lievito per dolci, 1 bicchiere di latte e gli albumi. Si possono anche preparare frittelle salate, aggiungendo i fiori a un composto di farina (150 g), acqua (200 g), 1 uovo, sale. Per un maggiore effetto coreografico, si immergono le ombrelle nella pastella (anziché staccare i fiori dai peduncoli) prendendole per il “gambo”. Possiamo anche aggiungere i fiori al battuto di uova, sale e parmigiano, per ottenere una profumata frittata.

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I frutti – da raccogliere ben maturi e consumare cotti – si utilizzano per preparare una marmellata: fare cuocere a fuoco basso per 40 minuti 1/2 kg di frutti, il succo di 1 limone e 250 g di zucchero integrale (per ottenere una consistenza più compatta, unire anche 1/2 -1 mela tagliata a pezzetti con la buccia). Può essere mescolata allo yogurt o abbinata alla ricotta, a formaggi freschi (esempio robiola), o a tome di media stagionatura.

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Alle varie parti della pianta sono riconosciute proprietà officinali: i fiori sono diaforetici (aumentano la sudorazione), le foglie – da non consumare fresche perché vomitorie – sono purgative, la corteccia è diuretica e i frutti sono lassativi.

L’infuso dei fiori (8-12 g in 200 g di acqua) è utile in caso di febbre, per provocare la sudorazione e abbassare così la temperatura corporea; utile anche per aumentare le difese immunitarie, quindi per prevenire raffreddori e influenze. Il decotto delle foglie (10-15 g in 300 g di acqua, bollire per 2-3 minuti e bere a digiuno o parte la sera) ha l’effetto di liberare l’intestino. Anche il decotto dei frutti (7-10 g in 150 g di acqua, bollire per 5 minuti e bere al mattino o alla sera) può essere impiegato come efficace evacuante.

 

Attenzione: il Sambuco non va confuso con il suo “parente” Ebbio (Sambucus ebulus L.) i cui frutti sono tossici. E’ un “cespuglio” con fusti interamente erbacei, alto al massimo 1 metro e mezzo, con foglie pennate composte da 5-9 foglioline; i fiori hanno antere violette.

 

Curiosità – Il Sambuco in varie parti d’Europa veniva piantato intorno a monasteri, abitazioni rurali e fortezze perché si credeva che proteggesse i vari ambienti, le persone e gli animali da incantesimi, mali e dai serpenti.

Nel Medioevo, il folklore germanico sosteneva che i Sambuchi che crescevano presso laghi e corsi d’acqua fossero abitati da una fata, e che gli Elfi si nascondessero nel fogliame. La pianta era anche oggetto di divinazione. Un esempio, evidentemente legato al culto agrario: preannunciava un anno siccitoso se le sue infiorescenze erano piccole e povere di fiori, indicava invece un anno propizio per il raccolto se le infiorescenze erano grandi e ricche. E ancora, annunciava un nuovo figlio se i suoi fiori erano gialli.

 

Nota – Gli utilizzi riportati hanno finalità culturale e informativa; sono basati su nozioni di erboristeria, ricette culinarie e ricerche empiriche, non su studi medici convalidati da esperimenti scientifici. Essi pertanto non sostituiscono cure mediche o assunzione di farmaci. In caso di patologie, allergie e disturbi specifici, consultare sempre il medico curante. Si declina pertanto ogni responsabilità sull’utilizzo delle piante a scopo alimentare e curativo.

La fioritura del parco all’Hotel Italia

Andavo per i campi
così, per conto mio,
e non cercare niente
era quello che volevo.

E lì c’era un fiore
che nella vita mai
ne vidi uno più bello.

Volevo coglierlo,
ma il fiore mi disse:
possiedo radici,
e sono ben nascoste.

Giù nel profondo
sono interrato;
per questo i miei fiori
son belli tondi.

Non so amoreggiare,
non so adulare;
non cogliermi devi,
ma trapiantare.

Wolfgang von Goethe – Mentre andavo

 

Romantici di tutto il mondo, unitevi.

Andate ad assistere allo sbocciare dei fiori, a perdervi in mezzo ai colori della natura.
Esistono tanti luoghi in cui poter assistere allo spettacolo più bello che la natura ci può regalare:
l’incanto della fioritura.

Quest’anno al parco dell’Hotel Italia le fioriture sono abbondanti e coloratissime!

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Il Roc d’le masche, un luogo avvolto nella leggenda e nel mistero.

Passeggiando nei pressi di Chialamberto, più precisamente nella frazione di Vonzo, è impossibile non notare un grosso masso squadrato e parallelepipedo innalzarsi a nord, in direzione del Vallone della Paglia.
Questo masso è noto come Roc d’le Masche, detto anche “Balma di Vonzo”, e dietro ad esso si nasconde un’antica leggenda. Il macigno, posto tra il bosco e i pascoli, è alto all’ incirca una ventina di metri e lungo trenta. Il ripiano superiore, non facilmente raggiungibile se non con attrezzature adatte, è coperto di bassa vegetazione ed erba. Lungo questo masso si possono anche notare delle anse, erosioni scavate dentro la roccia dal’ aspetto molto particolare e misterioso.
La leggenda narra che queste erosioni siano in realtà dei segni lasciati dalle masche, che si riunivano attorno alla pietra, e che quindi in origine la superficie del masso fosse liscia.

 

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http://valgrandedilanzo.altervista.org/rocce.php

Le masche sono presenti in numerose culture delle valli piemontesi.
La loro origine è simile a quella delle streghe. Potevano essere donne particolarmente emancipate, ostili all’omologazione sociale che applicavano le loro conoscenze in fatto di medicina primitiva e spiritualità, esperte in erbe e pratiche magiche. Da un lato venivano interpellate dalla gente perché si pensava fossero in grado di guarire i malanni con l’ausilio di erbe e pozioni misteriose. Dall’ altra parte, venivano guardate con sospetto per via delle loro credenze e delle loro pratiche.
Così le masche, accusate di fare stregoneria, dovettero trovare dei luoghi isolati e al sicuro dai cittadini in cui poter mettere in pratica le loro magie.
Luoghi come il  Roc d’le Masche.
L’antica leggenda narra che le masche, per far dispetto al Diavolo, avrebbero staccato il grosso masso portandolo a valle fino al Ponte da lui costruito –Il Ponte del Diavolo– per l’appunto.
Il Diavolo subito si accorse di questo affronto, e le obbligò a riportare sulla schiena il grosso masso fino al luogo di origine.
Così, con il masso sulla schiena, ripartirono. I segni che ancora oggi si notano sulla superficie del masso, sarebbero infatti le impronte dalle schiene lasciate durante il faticoso viaggio di ritorno.
Ma la leggenda non finisce qui. Durante il trasporto del masso, le masche si resero conto di non riuscire più a trasportarlo per l’elevato peso e la troppa fatica. Così ruppero una parte della roccia creando una cavità per facilitare il trasporto.
Se ci si reca in questo luogo magico infatti si può notare la balma, ovvero una roccia che individua su più lati una cavità, spesso adibita a bivacco o a cantina.

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https://camoscibianchi.wordpress.com/2012/04/06/alpis-graia/

 La balma di Vonzo è talmente grande che al suo interno è stata ricavata una stalla, chiudendo i lati esterni con un muro di pietra.
Entrando dentro a questa balma e osservando il soffitto, noterete subito i corrugamenti nella roccia presenti anche all’esterno. E’ facile capire come negli anni questo posto ha suggestionato così tanto la fantasia delle persone.
Per raggiungere il Roc d’le Masche, occorre lasciare la macchina nel piazzale della borgata di Vonzo. Da lì, imboccare il sentiero che porta al Santuario Mariano della “Madonna del Ciavanis”, superare l’alpeggio del Praias e poco oltre svoltare a sinistra, abbandonando il sentiero che porta al Santuario.
Il sentiero ora si inerpica sulle pendici che scendono dal Roc d’le Masche. Man mano che si percorrono gli ampi tornanti, il bosco si dirada e si arriva ad una balza rocciosa,  un bel punto panoramico, oltre il quale si può finalmente osservare questo enorme e misterioso masso.
Il tempo di percorrenza è di circa 45 minuti.

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Piemonte: la terra dei vini

Con i suoi 45.000 ettari di vigneti, il Piemonte vanta 44 vini DOC e 12 DOCG, equivalente all’80 % della produzione in Italia.

I vini Piemontesi vengono principalmente prodotti in collina, ma esistono vigneti anche nelle fasce alpine e prealpine.
In questa regione inoltre nasce un vino importantissimo, lo spumante, il protagonista per eccellenza delle serate e degli eventi importanti.
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L’antichissima pianta della vite arriva tra miti e leggende dal Caucaso, per poi essere portata dai Fenici in tutto il Mediterraneo e successivamente diffusa dai Greci e dai Romani.
Non è chiaro se in Italia esistesse una vite o se furono proprio i Fenici a portarla qui, però senza dubbio l’habitat e il clima sono stati favorevoli alla coltivazione di queste meravigliose piante. Grazie a queste coltivazioni, il Piemontese oggi vanta un’ incredibile quantità di vini unici, che stanno alla base del patrimonio vitivinicolo del nostro paese.
L’origine morenico-alluvionale di queste colline, generate milioni di anni da fa dal mare, le rende diverse l’una all’altra e quindi con una ricchezza di cru e di caratteristiche organolettiche uniche nel loro genere.
Ad influire moltissimo è anche il microclima delle Alpi, Appennini, le umide pianure e le escursioni termiche.

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Le aree di maggiore produzione sono due: le Langhe, il Monferrato e il Roero, (comprendenti le province di Asti, Alessandria e Cuneo) e il Canavese, le Coste della Sesia e le Colline novaresi (comprendenti le province d Biella, Novara, Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola)

La zona delle Langhe è senza dubbio quella più importante. Il nome deriva dal dialetto del posto: le “langhe” sono infatti le creste delle colline. Questo paesaggio è caratterizzato da immense distese di vigneti, e in cima a numerose colline sono presenti castelli, antiche fortezze e borghi medioevali.
Qui vengono coltivati i celebri vini che ritroviamo sulle nostre tavole ed accompagnano in maniera eccellente i nostri pasti, come ad esempio il Barbera, il Dolcetto, il Moscato e il Nebbiolo.

Nella zona del Monferrato vengono prodotti vini altrettanto importanti, consumati in tutta Italia e nel mondo. Qui le colline, in parte coltivate e in parte boscose, trovano un terreno calcareo e sabbioso. Recentemente il paesaggio di Langhe, Roero e Monferrato è stato recentemente proclamato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Il Canavese è una terra ricca di vitigni autoctoni, tra cui spiccano certamente il Nebbiolo, il Caluso e il Carema. Tre vitigni diversi di origine controllata e garantita (DOCG) che danno vita a vini e spumanti dal sapore deciso e fruttato.
Il Ristorante Berta presso l’ Hotel Italia a Coassolo predilige la somministrazione di vino locale, genuino e a km zero, per offrire ai propri ospiti solo il meglio che questo territorio ha da offrire.

Un’idea per un gita fuori porta, in cui poter vivere i sapori, i profumi e i colori di questi luoghi è la Strada Reale dei vini torinesi.
E’ un percorso lungo 600 km che si snoda attraverso il Canavese, la Collina Torinese, il  Pinerolese e la Val Susa.

La danza in terza età: divertimento e salute

Ballare in terza età ha molti benefici, non solo sotto l’aspetto mentale ed emotivo, ma anche per la salute.

La danza è una disciplina eccellente e aiuta a dare una “svolta” a una vita monotona e sedentaria, con numerosi vantaggi per la mente, l’umore e il fisco.
Molti scelgono di intraprendere un percorso di ballo perché dà la possibilità di muoversi divertendosi. E’ un giusto modo per poter coniugare attività fisica e svago.
Un’ atmosfera positiva ed allegra, contribuisce a mantenere la motivazione e l’entusiasmo, e i benefici che ne ricaverete non saranno indifferenti!

Gli anziani in un contesto di svago e divertimento infatti sono maggiormente predisposti ad essere costanti, a differenza della palestra, che a lungo andare può anche annoiare.
Inoltre, danzare è un’ottima occasione per poter stimolare la propria vita sociale e quindi conoscere nuove persone.
I maggiori stili di ballo considerati dagli anziani sono fox-trot, tango argentino e l’ intramontabile liscio.

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La danza è una disciplina che aiuta molto a mantenere una postura eretta ed elegante, allontana le preoccupazioni e favorisce il buonumore grazie all’aumento dei livelli di endorfina.
E’ a tutti gli effetti una ginnastica dolce che stimola i muscoli a tonificarsi aumentando forza, flessibilità e resistenza.

Alcune ricerche inoltre, hanno dimostrato che chi pratica questa disciplina ha migliorato il senso dell’equilibrio, fattore molto importante per gli anziani.
In questo modo è possibile ridurre gli incidenti di caduta, che possono portare anche a gravi conseguenze in questa fase delicata della vita.
Anche i benefici sulla mente sono interessanti.
La danza riduce il rischio di Alzheimer e demenze varie, e stimola quindi l’acutezza cognitiva.

È importante ricordare che il ballo è sempre un’attività fisica, per cui ci si deve avvicinare in maniera graduale, facendosi consigliare preventivamente dal proprio medico.

Presso l’Hotel Italia a Coassolo, è possibile praticare questa disciplina, grazie alle numerose giornate organizzate all’insegna dell’intrattenimento musicale e danzante.
In questo contesto rilassante, immerso nel verde della Val di Tesso, sarà facile lasciarvi trasportare a ritmo di musica!

Wedding cake 2018, le nuove tendende per torte nuziali di tutti gusti e colori

Non solo buone da mangiare…  ma anche belle da vedere!

Le ultime “dolci” tendenze prevedono sui nostri banchetti torte scenografiche e uniche mai viste prima. Lasciatevi ispirare!

La dress wedding cake, quando la torta si “veste” a festa…

La dress wedding cake è una torta nuziale che farà stupire i vostri ospiti, e si chiederanno indubbiamente se sia “nata prima la torta o il vestito”.
Questa torta ripropone in miniatura l’abito della sposa, senza tralasciare i dettagli.
Il pasticcere per realizzare questa torta dovrà essere molto abile nel riproporre lo stile dell’abito e quindi “improvvisarsi sarto” per un giorno, ma il risultato sarà strabiliante!

 … E quando la torta si sveste? La naked cake

E’ sul mercato già da un po’ di tempo, ma la naked wedding cake continua ad essere di tendenza.
Sarà che con il suo stile un po’ shabby e romantico conquista tutti!
Questa torta a piani non è ricoperta, quindi lascia intravedere gli strati interni di crema e i soffici pan di spagna. In questo modo ci si potrà sbizzarrire scegliendo gusti differenti, creando cromi mai viste prima.
Verranno successivamente decorate con tanti fiori alimentari, nastrini e fragole.

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La drip wedding cake, una torta “che sgocciola”

Direttamente dall’Australia, arriva la drop wedding cake, una torta a piani ricoperta uniformemente di glassa, sopra al quale viene fatta colare un’altra glassa di colore diverso, ricreando un’ effetto ottico molto particolare. Successivamente può essere decorata ancora con frutta fresca o praline, perfetta se il vostro matrimonio è in stile shabby chic.
Grazie al loro effetto scenico, sarà un’ottima idea porla al centro della sala dove avverrà il banchetto nuziale.

Una torta per ogni invitato.. le mini wedding cake!

In questo caso non ci sarà un’unica imponente torta nuziale, ma tante piccole mini-torte.
I gusti e le forme possono essere differenti tra di loro, magari disposte in cerchio su un tavolo, oppure ricreare delle fantasiose composizioni, magari con l’aiuto di alzatine.
E’ un’idea romantica e divertente insieme, perché in questo modo ogni invitato potrà fare da sé il taglio della torta.

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Ti lascio un messaggio sulla torta…  la chalkboard wedding cake

La “torta di nozze a lavagna” è un’ idea innovativa e originale, una vera novità del 2018.
Perfetta per gli amanti del total black. Si tratta di una torta ricoperta da glassa nera sopra al quale si possono ricreare scritte bianche ricordando quindi una lavagna. In contrasto, dei fiori avorio daranno equilibrio alla composizione e la renderanno davvero glamour!
I messaggi sulla torta posso essere svariati, che sia una frase d’amore, il nome degli sposi o una dedica da parte dello sposo alla futura moglie, di sicuro l’effetto wow è garantito!

Presso l’Hotel Italia a Coassolo è possibile celebrare uno dei momenti più emozionanti di sempre, ovvero il taglio della torta, nel maestoso parco che circonda la struttura all’ombra di un romantico gazebo.

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