Piante spontanee commestibili e officinali

La primavera genera sempre un senso di rinascita, di rinnovamento: dopo la fredda pausa invernale, la Vita torna nuovamente a manifestarsi con tutta la sua energia.
L’allungamento delle giornate, associato all’innalzamento della temperatura, induce nelle piante la ripresa vegetativa: germinano i semi dai quali nascono nuove piante, e contemporaneamente le piante biennali e perenni riprendono progressivamente la loro attività.
E’ molto piacevole passeggiare nella Natura e partecipare a questo “risveglio”; le nostre uscite possono anche essere produttive, se decidiamo di raccogliere erbe da utilizzare in cucina.
In questo periodo dell’anno la vegetazione è particolarmente “viva”: costituisce un alimento di grande valore nutrizionale e depurativo.
Alcune erbe hanno anche specifiche proprietà officinali, per cui possiamo associare l’impiego commestibile alla loro valenza medicamentosa.
Ecco alcuni suggerimenti di impiego delle erbe che si possono incontrare frequentemente nei prati o nei boschi, e di facile riconoscimento.

Tarassaco
Tarassaco (Taraxacum officinale Weber, famiglia: Asteraceae) – Detto anche “dente di leone” o “soffione”, è un’erba perenne piuttosto comune nei prati dalla pianura alla media montagna.
Si presenta con una rosetta di foglie profondamente dentate, dalla quale poi si sviluppa l’infiorescenza gialla. Le foglie delle piante giovani, dal gusto amarognolo, sono ottime in insalata specialmente con le uova sode. Le foglie giovani e adulte possono entrare nel ripieno di torte salate, o essere consumate come “verdura cotta”, anche in minestra.
Con le infiorescenze si può preparare una deliziosa confettura, da provare insieme ai formaggi o allo yogurt; si fanno lessare per 20 minuti in 1 litro d’acqua un centinaio di infiorescenze e 1 limone tagliato a fette; si filtra il liquido con un colino a maglie sottili, e lo si fa bollire con 1 kg di zucchero (meglio se integrale) per almeno 40 minuti, finchè il composto si addensa un po’; invasare e sterilizzare.
Proprietà – La radice della pianta – in minor misura le foglie – ha proprietà depurative-disintossicanti (stimola l’attività epatica e renale) e antinfiammatorie. Si può preparare un decotto depurativo facendo bollire per qualche minuto una tazza d’acqua con 1 cucchiaio raso di radice sminuzzata; coprire, lasciare riposare per una decina di minuti, filtrare e bere.

Alliaria

Alliaria (Alliaria petiolata (Bieb.) Cavara et Grande, famiglia: Brassicaceae) – Erba biennale che a piena maturità può raggiungere un’altezza di 80 cm; è diffusa nei boschi (soprattutto ai margini) e nei luoghi concimati, dalla pianura alla montagna (1700 m). Come suggerisce il nome, la pianta ha un aroma simile a quello dell’aglio – anche se più delicato – senza però produrre gli effetti indesiderati di quest’ultimo. Presenta foglie basali reniformi e foglie superiori triangolari-cuoriformi.
Si consumano cotte come ripieno di torte salate, in frittata o nelle minestre; crude sono ottime insieme all’insalata, o impiegate come condimento per la pasta: si prepara un “pesto” con abbondanti foglie di Alliaria, noci, pinoli, olio extravergine e parmigiano.
Proprietà – La pianta, privata della radice e utilizzata allo stato fresco, è espettorante e curativa delle affezioni dell’apparato respiratorio. Per il catarro bronchiale e per depurare l’organismo si può assumere un infuso, in quantità di due tazzine al giorno, preparato con 3 grammi di pianta e 100 ml di acqua calda (non bollente).