Matrimonio invernale in montagna per un ricevimento romantico e chic

La stagione invernale, molto spesso sottovalutata, può rilevarsi una scelta azzeccata e molto chic per organizzare il vostro matrimonio invernale.

Spesso ci si lascia scoraggiare dalle temperature, ma esistono abiti e scarpe da sposa adatti a queste occasioni, e oltretutto sarete al caldo perché la location sarà inevitabilmente al coperto.
La sposa potrà sfoggiare una calda ed elegante pelliccia sintetica sopra ad un’abito chic a maniche lunghe, mentre lo sposo sarà impeccabile dentro ad un cappotto elegante.
Un altro punto essenziale per la sposa: hai mai pensato che il trucco non si scioglierà per il caldo e il bouquet resisterà più a lungo?

Il matrimonio invernale è una soluzione senza dubbio alternativa e anticonformista, ma anche molto elegante.
Ecco alcuni consigli che vi faranno innamorare dell’idea di organizzare un matrimonio invernale !

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Cosa indossare?

Gli abiti da sposa a maniche lunghe sono molto vintage e chic, specialmente se abbinati a una calda mantella bianca. Anche i piedi staranno al caldo: esistono graziosissimi stivaletti da sposa. Sembrerete delle vere regine delle nevi!

Bianche foto

La neve farà da cornice a tutte le vostre foto, e se dovesse nevicare non pensate di essere sfortunati, anzi! Avrete un set fotografico unico, un’occasione per immortalare romantici scatti immersi in un paesaggio completamente bianco.

Menù invernale

Il banchetto per il matrimonio invernale offre la possibilità di optare per un pasto sostanzioso, senza pensare troppo al caldo e a quali piatti leggeri offrire agli ospiti.
In questo modo potrete degustare piatti sostanziosi ricchi di sapore.
L’ Hotel Italia a Coassolo potrà deliziarvi grazie alle numerose ricette tipiche montanare della Val di Tesso.

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Location

Senza dubbio la location ideale sarà la montagna, immersi nella natura e nel fantastico scenario invernale che solo la montagna può regalare. Un consiglio? scegliete una location che disponga di ampie vetrate, dandovi l’illusione di essere all’aperto tra prati e vette innevate. Molto romantico!
L’ Hotel Italia a Coassolo dispone di eleganti sale con ampie vetrate per poter godere della vista del maestoso parco e del panorama della vallata, magico in inverno quanto in estate.

Decorazioni

Con il matrimonio invernale è possibile combinare le feste natalizie con il vostro giorno speciale. La sala dove avverrà il banchetto sarà addobbata per le feste e non avrà dunque bisogno di tocchi aggiuntivi. Il protagonista al centro della sala sarà un maestoso albero di natale, addobbato con romantiche lucine e decorazioni personalizzate.
Anche gli ospiti rimarranno stupidi da quanto può trasmettere un matrimonio in questo periodo dell’anno!
Altro punto a vostro favore: per le bomboniere potrete optare per candele natalizie oppure per le palline dell’albero personalizzate con la vostra data.

Il galateo del matrimonio

Siete delle persone particolarmente legate alle tradizioni e state per celebrare il vostro matrimonio? Ecco alcuni indispensabili consigli se desiderate applicare al meglio il galateo del matrimonio!

Il bouquet

Secondo il galateo, il bouquet verrà scelto dallo sposo, dovrà essere lui infatti ad ordinarlo e farlo recapitare presso l’abitazione della sposa il mattino delle nozze.
Il bouquet indicherebbe l’ultimo regalo di fidanzamento, e per la scelta del mazzo potrà chiedere aiuto alle amiche della sposa. Per quanto riguarda il lancio, la sposa potrà donare il bouquet all’amica nubile più cara come augurio di nozze.
Se invece le amiche sono più di una, allora si procederà con il tradizionale lancio: la sposa di spalle tirerà il bouquet e la fortunata che riuscirà ad afferrarlo sarà la prossima a sposarsi!

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Il banchetto

In base all’orario in cui verrà celebrato il matrimonio, il galateo richiede diverse soluzioni per quanto riguarda il rinfresco.
Il buffet degli aperitivi seguito dal banchetto ai tavoli è da preferire per i pranzi, dove dovrà essere presente il menù su ogni tavolo.
Per la sera è da preferire un buffet in piedi.
Per la disposizione dei tavoli non ci sono regole precise, ogni ospite potrà scegliere il proprio posto oppure seguire le indicazioni degli sposi, nel caso sia predisposto un tableau de mariage accompagnato dai segnaposto.
Il tavolo degli sposi invece deve seguire precise regole. Il galateo impone una disposizione specifica degli sposi rispetto ai parenti : la seduta della sposa va alla sinistra del marito e alla destra a scalare ci devono essere il padre, la madre, i testimoni. Viceversa per lo sposo.
Se invece gli sposi decidono di sedersi in un tavolo a parte, non esistono regole precise.

Bomboniere

Se volessimo rispettare severamente il galateo, le bomboniere dovranno essere recapitate agli invitati venti giorni dopo il matrimonio, mentre gli sposi sono in luna di miele: saranno infatti le famiglie degli sposi ad occuparsene.
Ormai è usanza che siano gli sposi stessi a consegnarle alla fine della della cerimonia, prima a tutti gli ospiti poi ai testimoni: avranno infatti diritto a una bomboniera speciale.

Ordine di arrivo per la cerimonia

Durante la cerimonia, il primo a entrare in chiesa sarà lo sposo insieme alla madre alla sua destra, poi le damigelle o i paggetti, poi la sposa accompagnata alla sua destra sottobraccio al padre.

I doni delle famiglie

Secondo il galateo, la famiglia della sposa si occuperà di procurare il corredo, gli inviti, le bomboniere, e ricoprire i costi della cerimonia e del ricevimento. Alla famiglia dello sposo spetta l’acquisto della casa, delle fedi, del viaggio di nozze e del bouquet.

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Dress code e comportamento

Agli invitati sarà bandito indossare abiti bianchi e/o troppo appariscenti, mentre per quanto riguarda il nero, è accettato solo nel caso in cui il ricevimento venga effettuato alla sera.
Gli invitati dovranno arrivare alla cerimonia prima della sposa e uscire per primi dalla chiesa per il lancio del riso. Il galateo non prevede il suono del clacson anche se è ormai di tradizione.
Per quanto riguarda gli sposi, durante il banchetto dovranno passare tra i tavoli e dialogare con tutti gli ospiti. Il galateo richiede che la sposa in chiesa abbia le spalle coperte, un solo gioiello, il piccolo bouquet alla sinistra i capelli raccolti e il velo di famiglia.

I muri a secco in Valle Tesso

Il muro a secco rappresenta una tipologia di manufatto di origine antichissima, ideato per apportare all’ambiente modifiche vantaggiose per le attività umane. Fu realizzato unicamente in pietra, senza l’impiego di una malta legante.

Tecnica di realizzazione

Questi manufatti furono costruiti sovrapponendo e incastrando le pietre grezze reperite sul posto, opportunamente scelte per forma e dimensione. Erano preferite le pietre con almeno una faccia piana, perché consentivano di ridurre gli spazi vuoti offrendo maggiore superficie di contatto con le pietre vicine. Gli spazi vuoti venivano riempiti con pietre di minori dimensioni, opportunamente incastrate per rendere immobile, e quindi stabile, l’intera struttura. L’utilizzo di terra come materiale riempitivo e legante, avrebbe causato instabilità e crolli: l’acqua piovana infiltratasi fra le pietre, avrebbe progressivamente dilavato la terra creando vuoti fra le pietre, rendendole mobili.

La costruzione di questi manufatti, che richiese il posizionamento delle pietre giuste nei posti giusti, fu quindi un lavoro di grande pazienza e precisione.

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Struttura

La maggior parte dei muri presenti in valle ha un’altezza compresa fra 50 centimetri e 1 metro (in alcuni casi essa raggiunge i 2 metri). Probabilmente altezze maggiori avrebbero conferito alla struttura una insufficiente resistenza alla spinta del terreno retrostante; la spinta del suolo – forza dall’effetto ribaltante – aumenta ulteriormente se il terreno è appesantito per assorbimento dell’acqua piovana; essa fuoriesce dal muro attraverso gli interstizi fra le pietre, riducendo così la forza ribaltante esercitata del suolo.

La sezione verticale può essere rettangolare (parete esterna verticale) o a trapezio rettangolo con larghezza massima alla base (parete esterna con scarpa); questa soluzione, che conferisce maggiore stabilità al ribaltamento, fu adottata soprattutto per i muri più alti o sottoposti a spinte notevoli.

 

Tipologie e funzioni

I tipici muri “contro terra” furono introdotti per diminuire la pendenza del terreno, attraverso la realizzazione di superfici terrazzate: gli appezzamenti originari vennero suddivisi in porzioni piane o con pendenza ridotta, per ottenere maggiore comodità – e ridurre fatica e disagi – nei lavori agricoli e di fienagione. Questa tipologia, che ha dunque funzione contenitiva e di sostegno, è la più diffusa sul territorio.

Furono costruiti muri anche ai lati di corsi d’acqua, in condizioni di forte pendenza; in tal caso le strutture furono realizzate con grande profondità (spessore di poco inferiore all’altezza o pari a questa), affinchè potessero resistere alle notevoli sollecitazioni delle acque in piena. La funzione in questo caso è protettiva delle sponde dall’erosione idrica, e di prevenzione delle frane.

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Ci sono anche esempi di murature costruite lungo il tracciato dei corsi d’acqua – attivi soprattutto in occasione delle grandi piogge – paragonabili a rudimentali briglie. Queste strutture creano dei “salti”, e furono quindi concepite per ridurre l’energia cinetica delle acque in discesa verso valle; questo effetto produce:

1) la diminuzione del trasporto solido, per cui aumenta il deposito di materiali sul letto del corso d’acqua;

2) la riduzione della pendenza dei tratti compresi fra i “salti”;

3) la diminuzione della velocità – e della capacità erosiva – dell’acqua.

Infine si riscontra qualche esempio di “muretto divisorio”, eretto per indicare e delimitare un confine fra due proprietà. Questo tipo di muro presenta spesso sezione a trapezio isoscele (entrambe le pareti inclinate), che conferisce maggiore stabilità. Più frequentemente si incontrano cumuli di pietre accatastate in modo disordinato, con la medesima funzione; le pietre venivano accumulate ai margini degli appezzamenti anche per liberare il terreno (“spietramento”) e renderlo più facilmente lavorabile.

I piloni votivi in Valle Tesso

Nei centri abitati così come nei prati e nei boschi di tutta la valle, si incontrano manufatti particolari: i piloni votivi.

Ovunque siano ubicati, essi rappresentano un elemento suggestivo del territorio, che arricchisce il paesaggio montano di aspetti storici, religiosi e culturali del passato.

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Origini

I piloni votivi – detti anche capitelli votivi o edicole votive – testimoniano la viva religiosità della popolazione che un tempo abitava la montagna: furono realizzati per manifestare materialmente la fede e la devozione religiosa, e in parte come ringraziamento in conseguenza di fatti interpretati come “grazie” ricevute: scampate pestilenze o carestie, guarigioni, buon rendimento dei raccolti.

Furono costruiti nei centri abitati e in stazioni più o meno isolate, lungo originarie linee di confine delle proprietà, agli incroci di strade e sentieri, in luoghi particolarmente legati alla vita rurale, e dovunque la tradizione popolare avesse individuato motivazioni significative.

E’ probabile che, almeno in parte, i piloni derivino da cumuli di pietre che le popolazioni celtiche prima e quelle cristiane poi, realizzarono ai lati delle strade, associando funzioni religiose ad altre di utilità pratica: segnavia, punti di riferimento (anche nell’oscurità notturna).

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La struttura è tipicamente a pianta quadrata e tetto piramidale in lastre di pietra – “lose” – generalmente sormontato da una croce in ferro; più raramente la pianta è rettangolare e il tetto a due falde.

Un’eccezione al modello tipico è fornita dal pilone a pianta triangolare sito in Coassolo, non distante dalla chiesa parrocchiale di San Nicolao.

Furono edificati generalmente in pietra – a secco o con malta di terra – e spesso rivestiti con calce.

Nel corso del tempo molti piloni sono stati ristrutturati, e in alcuni casi probabilmente ricostruiti; altri sono andati perduti, perché non più manutenuti e quindi crollati.

Il rivestimento in calce ha consentito di ottenere pareti affrescabili, perché liscie e senza fessure.

Decorazioni pittoriche

Tipicamente i piloni hanno due o tre facce affrescate; i dipinti sono solitamente contenuti all’interno di una nicchia ad arco o rettangolare.

Fra i principali soggetti rappresentati ricordiamo: la Madonna con il Bambino (quando non è dipinta, la Madonna è comunque rappresentata da una statuetta collocata in una nicchia), San Giuseppe (rappresentato con il bastone fiorito), San Sebastiano e l’Arcangelo Michele; nei dipinti, generalmente insieme alla Madonna, compaiono spesso uno o più Angeli.

Alcuni piloni mostrano una fascia orizzontale con motivi decorativi consistenti in foglie, fiori (rose) e forme geometriche.

Funzioni

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Essendo strutture materiali presso cui pregare, i piloni votivi – insieme a chiese e cappelle – svolsero anche una funzione sociale: le popolazioni locali si riunirono sul territorio evitando i grandi assemblamenti dei centri abitati ubicati più a valle e in pianura, temuti a causa di possibili contagi durante le pestilenze.

Le preghiere avevano anche scopo propiziatorio, per chiedere la protezione divina delle coltivazioni, dei raccolti e del bestiame contro danni meteorologici e malattie.

E’ probabile che all’aspetto religioso si associassero in parte elementi di origine superstiziosa, per cui i piloni, insieme ai luoghi in cui sorgevano, assunsero la funzione di allontanare gli spiriti maligni e la negatività in generale.

L’elemento superstizioso e scaramantico della cultura popolare si ritrova anche nell’assegnazione ad alcune piante – ad esempio l’Iperico e il Ciclamino – di poteri protettivi dalla negatività, oltre all’eventuale potere medicamentoso.

Valorizzazione

La sezione del CAI di Lanzo sta realizzando un’attività di censimento dei piloni votivi presenti sul territorio dell’Unione Montana di Comuni delle Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone (ex Comunità Montana). I manufatti vengono fotografati e ne viene rilevata la posizione con il GPS, ai fini di produrre una documentazione cartografica e fotografica da inserire in una banca dati consultabile da tutti.

L’attività di studio così come quella di manutenzione, sono fondamentali per conservare e valorizzare questo patrimonio lasciatoci dalle popolazioni passate, grandi conoscitrici della montagna e dei suoi segreti.

Dipingere in terza età aiuta ad esprimersi e a stare meglio, ecco perchè

Dipingere, colorare o perché no, cimentarsi nella scultura, sono attività adatte per rilassarsi.

Molte persone, finita la scuola primaria, hanno certamente messo in un cassetto tutti i colori a tempera, le matite colorate e i vecchi disegni.
Secondo gli scienziati invece esistono dei validi motivi per cui è bene ricominciare ad utilizzarli. Specialmente se si sta affrontando la terza età, perché vengono stimolate delle aree del cervello importanti, associate alle abilità motorie e alla creatività.
Nonostante gli acciacchi e le difficoltà motorie presenti in questa fase della vita, la possibilità di poter creare qualcosa di unico e di poter esprimersi senza nessun ostacolo è molto di aiuto, aumentando l’autostima.
Qui l’unico limite è la fantasia.

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Esistono molte strutture che consentono di effettuare corsi di arte terapia, ed è un modo anche per socializzare con altre persone e condividere piacevoli momenti. Per non parlare dell’aspetto forse più importante, ovvero il senso di soddisfazione personale che si presenta dopo aver creato qualcosa di unico.
L’arte quindi non ha né regole, né logiche: è compresa da tutti, ognuno può interpretarla e esprimerla come meglio crede.
Per le persone con difficoltà comunicative o per chi soffre di Alzheimer, è una terapia eccellente: è possibile esprimere attraverso la pittura molte delle cose che si vorrebbero esprimere a parole, dando vita a dei piccoli capolavori su tela.
Durante l’arte terapia, il terapeuta mostra un’opera o fa ascoltare una canzone.
I pazienti, riconoscendola, attivano delle aree del cervello che fanno riemergere ricordi o persone conosciute, e iniziano a dipingere le emozioni che suscitano in loro questi ricordi.

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Dipingere ha diversi vantaggi per tutti

Siamo spesso divisi tra casa, lavoro, faccende da svolgere. Quando ci concentriamo a colorare o dipingere, la concentrazione aumenta aiutandoci a risolvere i problemi in modo creativo. Mentre si dipinge, ci si concentra soltanto sulla nostra opera, rilasciando i pensieri negativi, risveglia la nostra immaginazione riportandoci alla nostra infanzia.
E’ un’attività completa per il cervello, perché viene stimolato sia l’emisfero sinistro (logica) che quello destro (creatività). Il cervello quindi si potenzia e si rilassa, attivando le stesse funzioni che si presentano durante la meditazione, rilassandoci.

Se poi si è circondati da un’ambiente colorato in grado di rilassarci, come ad esempio il parco che circonda l’Hotel Italia a Coassolo, la creatività si sprigiona senza troppa fatica, grazie all’ambiente circostante immerso nella natura e nel verde.

I testimoni di nozze: le responsabilità, i vestiti e le usanze

Il testimone di nozze riveste molti compiti importanti, quindi è bene sceglierlo con cura ed affidarsi a una persona fidata, qualcuno che ha visto nascere il vostro amore, è sconsigliato e sbagliato sceglierlo solo perché non si vogliono deludere le aspettative di qualcuno. Oltre ai famigliari, si potranno scegliere anche gli amici più cari, qualcuno a cui affidarvi completamente per supportarvi e “sopportarvi” durante i vari preparativi, imprevisti compresi.

Secondo l’aspetto legale invece, basterebbe un solo testimone per la sposa e uno per lo sposo, ma nulla vi nega di sceglierne due o più.

I testimoni vanno avvisati con largo anticipo, perché i loro compiti saranno moltissimi e occorrerà organizzarsi per tempo : dal supporto durante la scelta dell’abito,  all’organizzazione delle feste di addio al celibato/ nubilato, all’ assistenza morale alla coppia e durante i preparativi.

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Ma cosa fa precisamente il testimone di nozze?

Il testimone ha diversi compiti:

Custodire le fedi nuziali durante la cerimonia, consegnandole successivamente al sacerdote per il rito religioso o allo sposo nel caso del rito civile;
– A fine cerimonia dovrà occuparsi di consegnare l’offerta al sacerdote e dovrà firmare per testimoniare la legalità del rito avvento;
– Avrà il “duro compito” di leggere il discorso di auguri durante la cerimonia e/o al ricevimento;
– D’ altra parte, avrà il divertente compito di organizzare i classici “scherzetti” agli sposi, gli addii al celibato e nubilato e supportare gli sposi durante i preparativi.

Bomboniere e regali di nozze

I testimoni ringrazieranno gli sposi per avergli affidato un compito così importante con un regalo speciale . Il galateo prevede che siano loro ad offrirsi di acquistare le fedi nuziali e gli sposi a loro volta ringrazieranno i testimoni esprimendogli la loro gratitudine tramite una bomboniera che si distinguerà da quella degli altri invitati.
Quindi i testimoni potranno essere ringraziati tramite gioielli, orologi o una penna importante, ma nulla vi impedisce di optare per nuove idee, probabilmente più gradite : un pacchetto per un weekend fuori porta, magari alle terme oppure in una città non ancora visitata, oppure biglietti per una partita o per un concerto.

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Che cosa dovranno  indossare i testimoni?

Per quanto riguarda le testimoni donna, l’abito da scegliere non dovrà assolutamente essere tutto bianco, ma nemmeno tutto nero, specialmente se la cerimonia è di mattino. Tutti gli altri colori andranno benissimo, anche se il vestito della testimone dovrà essere in linea con l’abito della sposa. Bisogna sempre ricordare che la protagonista sarà lei, quindi è meglio non esagerare con gli accessori, con le scollature o la gonna troppo corta.
Il testimone uomo dovrà invece adeguarsi all’abito dello sposo: se lui indosserà il frac, anche il testimone dovrà indossarlo. Un altro piccolo dettaglio estremamente elegante è quello di ricordarsi di mettere il fiore all’occhiello abbinato al bouquet della sposa, e di procurarlo a tutti gli invitati che vorranno metterselo, per evitare “discromie floreali”.

 

Presso l’Hotel Italia a Coassolo è possibile effettuare il rito civile nel maestoso parco che circonda la struttura, in un’ atmosfera estremamente elegante e romantica.

La storia e l’utilizzo dell’antica ferrovia Decauville

Nel 1873 l’ingegnere Paul Decauville concepì una vera e propria ferrovia a scartamento ridotto a cui diede il nome “Decauville”.
La straordinaria particolarità di queste ferrovie sono i binari formati da elementi velocemente smontabili e rimontabili.
Stiamo parlando di una “ ferrovia componibile” a tutti gli effetti, costituita da spezzoni di binari accoppiabili a piacimento lunghi pochi metri e leggere rotaie montate su traverse in metallo. La Decauville ha anche la particolarità di poter essere costruita sopra qualsiasi tipo di terreno e con qualsiasi tracciato. L’ideale, quindi, per essere utilizzata in miniera e sui terreni irregolari.

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https://www.turismovallidilanzo.it/cosa-fare/sentiero-decauville/

L’utilizzo di queste ferrovie fu di grande aiuto per agevolare lo spostamento dei materiali nel momento in cui si decise di costruire dighe e centrali idriche nella vicina Val di Viù, verso la fine degli anni ’20.
Ad oggi è possibile ammirare le Decauville poiché sono ancora in buono stato, i tratti sono percorribili a piedi.

Sentiero della Decauville

Tra i vari percorsi di Decauville presenti nel nostro territorio, ne esiste uno che parte da Margone, una frazione di Usseglio ed arrivo fino al lago di Malciaussia.
L’itinerario ripercorre la piccola ferrovia che collegava il fondo valle con il cantiere per la costruzione della diga di Malciaussia.
Nel periodo invernale è sconsigliato causa tratti di terreno ghiacciato e richiede una certa esperienza su percorsi disagevoli.


Località di partenza: Margone (1458 m)
Località di arrivo: Malciaussia (1800 m)
Difficoltà: E + EE
Tempo di percorrenza: 2 h 15 min
Periodo consigliato: Giugno – Ottobre
Dislivello in salita: 430 m
Dislivello in discesa: 50 m

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https://www.gulliver.it/itinerario/14422/

Una volta arrivati a Margone (1458 m) , è possibile lasciare l’auto nel piazzale di fronte alla trattoria “Il Caminetto”.
Si prende il sentiero che conduce al rifugio Cibrario al Peraciaval, che si trova a pochi metri prima del piazzale. Si risale fino a giungere a un pianoro. Una volta risalito, si incrocia il tracciato della ferrovia, evidenziato da alcune rotaie ormai arrugginite.
Da questo momento si continua in piano seguendo la “Decauville”, il percorso è esposto ma una corda fissa agevola il passaggio. A un certo punto si arriva all’imbocco di una galleria di circa 350 m, per la quale è necessario munirsi di una pila frontale.
Dopo la galleria il sentiero prosegue in mezzo ai prati, infine è presente una breve discesa molto ripida, attrezzata con corda e scalini, e dopodiché si arriva alla strada asfaltata che conduce al lago di Malciaussia.

I prodotti tipici delle Valli di Lanzo: il gusto e la tradizione delle alpi piemontesi

Trattandosi di zone montanare, la tradizione culinaria e i prodotti gastronomici delle Valli di Lanzo si basano per lo più su prodotti della cultura contadina.
Ogni prodotto porta con sé una storia e un sapore unico.
Per la maggior parte si trovano quindi prodotti di origine casearia.
Tra questi ultimi, spicca senza dubbio la Toma di Lanzo per il suo gradevolissimo gusto. Questo formaggio ha una lavorazione che varia in base ai paesi e ai pascoli in cui viene prodotta, ma si riferisce solo ed esclusivamente al formaggio prodotto negli alpeggi durante il periodo estivo.

Molto apprezzata è anche la Toma del “Lait brusc”, che, come suggerisce il nome, viene ottenuta attraverso un processo di acidificazione del latte. Questa particolarità le riferisce un gusto fresco e una consistenza friabile, con note di erborinatura.
Poi vi sono i formaggi ottenuti con il latte di capra, detti i Ciavrin, consumabili sia freschi che stagionati.

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Essendoci così tanti alpeggi, pascoli e allevamenti, gli altri protagonisti della tradizione piemontese sono senza dubbio i salumi: di capra, cinghiale, le mocette e i lardi.
Il più conosciuto è senza dubbio il salame di Turgia, ottenuto da bovini adulti a fine carriera, principalmente viene consumato fresco, quando si presenta morbido e gustoso.

Tra i prodotti da forno, bisogna ricordare il grissino stirato a mano.
L’impasto si presenta molto elastico, in modo da poter essere lavorato a lungo con le mani formando dei piccoli cilindri lunghissimi che con la cottura si incurvano leggermente ed assumono un bel colore dorato. Il grissino pare che sia nato proprio a Lanzo, dalle abili mani di un fornaio che cercava di accontentare le esigenze alimentari del giovane duca Vittorio Amedeo II.

Altro prodotto intramontabile per la popolazione di queste valli, sono i Torcetti di Lanzo, deliziosi biscotti a lievitazione naturale glassati in superficie e dalla particolare forma intrecciata.
Vi sono ancora le “paste ‘d mèlia”, biscotti croccanti e friabili realizzati con farina di mais.

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Grazie alla numerosa presenza di mele troviamo anche diverse marmellate e succhi di frutta.
Presso Lanzo Torinese, il 14, 15 e 16 settembre ci sarà la 14° edizione della “Sagra della Toma, del torcetto e del grissino”. Un evento da non perdere per gli amanti dei prodotti della tradizione.

Per quanto riguarda i liquori, troviamo il Genepy, l’Amaro d’Lans e l’Amaro Coassolo, il quale gode di un’ ottima fama grazie alle sue proprietà stimolanti della funzione digestiva. Questo elisir viene ottenuto con un infuso in alcol di 23 erbe officinali e radici, raccolte nelle Valli durante il periodo primaverile, con aggiunta di zucchero e privo di aromi artificiali.

Per gustare l’Amaro Coassolo è indispensabile recarsi presso l’Hotel Italia, che produce da decenni questo prelibato e caratteristico amaro.

I prodotti tipici delle Valli di Lanzo diventano a loro volta elementi essenziali per la preparazione dei piatti della tradizione,  rielaborati e proposti in diversi modi.
Presso il Ristorante Berta è possibile degustare questi piatti, che non solo parlano al palato, ma raccontano anche tradizioni e usanze antiche.

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Il banchetto nuziale si trasforma sia nella forma che nei contenuti: isole a tema e tavoli stile impero per questo 2018

Le tendenze per il menù nuziale del 2018 vedono prevalere un banchetto dinamico e divertente, isole gastronomiche a tema e showcooking, per deliziare non solo il palato ma anche la vista dei vostri ospiti. Ogni invitato potrà così scegliere le pietanze da assaggiare e quindi “crearsi dà se” il proprio menù. Per quanto riguarda le portate, sono di al massimo uno o due primi, due secondi, un contorno e un gran buffet di dolci accompagnato dalla torta nuziale.
Anche la tavola diventa dinamica, ma con un tocco di eleganza: le decorazioni non prevedono più ingombranti vasi, bensì cascate di fiori disposte direttamente sul tavolo!

Showcooking e Finger Food

Per i matrimoni 2018 la tendenza è il buffet con pietanze finger food : un’ idea diversa e dinamica, in grado di far interagire tra di loro gli invitati e di dar loro la possibilità di scegliere le pietanze da degustare. Quindi in questo caso è molto importante l’allestimento del buffet: dovrà avere tutte le carte in regola per essere prima di tutto invitante, oltre che delizioso.
Per rendere unico il buffet nuziale, puntate su un angolo showcooking: un piccolo banco in cui vengono preparati in diretta i piatti destinati agli ospiti. Un’ottimo modo per intrattenere e incuriosire gli ospiti! Può essere applicato dall’antipasto al dolce, pensate a poter servire ai vostri invitati fette freschissime di prosciutto crudo tagliato al momento, oppure allestire un piccolo angolo destinato alle fritture.

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Isole a tema per viaggiare col palato

Per i matrimoni 2018, oltre allo showcooking, una tendenza che farà in modo che gli ospiti si ricordino del vostro giorno perfetto saranno le isole a tema. Ci potranno essere piccoli corner allestiti e decorati secondo un stile ben definito : dal cibo orientale all’angolo sushi, oppure dal tavolo dei prodotti tipici del territorio al buffet dei dolci. Pensate a un dolce angolo allestito con spiedini di frutta affiancata a una cascata di cioccolato… i vostri ospiti saranno estasiati!
Proprio come lo showcooking, le isole a tema hanno il grande vantaggio rendere il buffet dinamico e divertente, ogni ospite infatti potrà scegliere il suo angolo preferito e spostarsi da un’ isola all’altra assaggiando tutte le specialità. Un’ottima  soluzione per mettere tutti d’accordo, specialmente se si pensa alle fastidiose code che si creano se si dispone di un unico tavolo destinato al buffet.
L’Hotel Italia a Coassolo, offre la possibilità di avere un menù personalizzato per ogni esigenza e con prodotti freschi di stagione, dai piatti classici fino alle pietanze tipiche delle Valli di Lanzo.

Novità 2018: le lunghe tavolate

Che abbiate pochi o molti invitati,  per questi matrimoni 2018 spopolano le tavole imperiali : un’unica lunghissima tavolata, in grado di rendere il vostro banchetto nuziale unico e di grande effetto scenico.
Un’ unica decorazione floreale che percorre tutta la lunghezza offrirà un grande impatto visivo e renderà la vostra tavola elegante e spettacolare!

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Centrotavola senza vaso

Che la vostra tavola sia stile impero o abbiate deciso per i classici tavoli rotondi,  per i matrimoni 2018 sono in voga i centrotavola senza vaso: consiste nel disporre le composizioni direttamente sul tavolo, sempre centrali, ma senza appoggi o vasi. In questo modo l’aspetto ricorderà un tappeto di fiori!
Si possono scegliere composizioni corpose o con un unico e grosso fiore, per uno stile più minimal.