Che gusti hanno i tuoi invitati? Sorprendili con il White Table, ancora più scenico delle torte da matrimonio!

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Fonte immagine: http://silasposi.it/torta-confetti-e-dessert-come-allestire-i-sweet-table/

I confetti sono dolci tipici di un matrimonio e simboleggiano sia l’unione della coppia, rappresentata dalla glassa di zucchero che tiene unite le due metà della mandorla, sia la fertilità, con la mandorla che rimanda al bambino in divenire nel ventre materno. C’è modo e modo, però, di servirli agli ospiti a fine matrimonio. Se volete stupire gli invitati, dovete pensare al White Table: il tavolo della confettata. Un’autentica chicca che renderà il vostro matrimonio ancor più speciale e soddisferà tutti i tipi di palati, anche i più pretenziosi!

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I confetti di oggi, infatti, sono molto diversi da quelli dell’immaginario tipico di qualche anno fa: sono prelibatezze dai mille gusti, sempre più pregiate e dal sapore unico. Cioccolato, mandorla, pistacchio, pera, rhum, cannella: ogni vostro desiderio verrà esaudito.

Il White Table viene solitamente allestito in modo molto scenografico, elegante, accanto al buffet dei dolci, in un’atmosfera romantica e allo stesso tempo colorata, con ampi e brillanti vasi di vetro destinati ai confetti cucchiai d’argento per offrirli, oltre a sacchetti già confezionati con cura e ricercatezza pronti per essere dati ad ogni invitato per ringraziarlo della sua partecipazione, salutandolo con un tocco estetico e di gusto. Scatoline o bomboniere restano comunque delle opzioni tradizionali, a cui pensare.

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In questo corner della festa, gli ospiti hanno la possibilità di degustare in assoluta tranquillità una grande varietà di confetti, magari assaggiandone qualcuno e tornandovi poco dopo per gustarne qualche altro di tipo diverso.
Quello del White Table è un modo fantastico per chiudere in bellezza un pranzo o una cena di matrimonio, accompagnando il tradizionale taglio della torta di matrimonio, uno dei momenti più attesi dagli sposi, dai loro famigliari e da tutti gli ospiti, con classe.

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Per i più tradizionalisti, non disperate: mandorla, cioccolato e nocciola sono i confetti che ancora oggi vanno per la maggiore, oltre al fatto che da consuetudine devono essere rigorosamente bianchi, anche se in occasione delle seconde o delle terze nozze possono essere serviti di colore giallo. Il numero dei confetti deve essere assolutamente dispari, non divisibile e superiore a tre, tuttavia cinque resta il numero ideale, rappresentando il simbolo dei voti augurali che vengono fatti agli sposi: salute, ricchezza, felicità, lunga vita e fertilità.

Autunno che delizia: prodotti gourmet a cui non potrai dire “NO” durante le tue cene di lavoro.

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L’autunno è iniziato da poche settimane, ma più passano i giorni e più le giornate si accorciano: la sera diventa buio sempre prima e i sorrisi gioiosi tipici dell’estate rischiano di svanire in un batter di ciglia. Per mantenere alto il buon umore, il consiglio è quello di organizzare con frequenza delle simpatiche cene di lavoro, per godere della compagnia di colleghi e colleghe al di fuori della routine quotidiana e, soprattutto, per trarre beneficio dalla cucina piemontese, con i suoi prodotti gourmet a cui proprio non si può dire di no. Certo, per le cene di lavoro Torino è l’ideale, in quanto la sua offerta di ristoranti, trattorie e locali è sicuramente la più ampia e variegata, ma spesso e volentieri in provincia si sta tutt’altro che peggio. Anzi!

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Fonte immagine: http://winedharma.com/it/dharmag/ottobre-2014/risotto-ai-funghi-misti-una-semplice-ma-sfiziosa-ricetta-autunnale

La regina della cucina piemontese in autunno è senza alcun dubbio l’uva: un’autentica eccellenza, che richiama nelle nostre terre appassionati e non. I vini come la barbera o il barolo sono un must, ma non vanno trascurati il moscato e lo spumante piemontese: da bere assolutamente.

Spostando l’attenzione dal bicchiere al piatto, perché non organizzare una bella cena di lavoro prenotando il fritto misto alla piemontese? Un piatto tipico, capace di soddisfare tutti i tipi di palati ed esaltare la cucina regionale. Per gli amanti dei primi, non si può assolutamente dire di no ai tajarin caserecci annaffiati con dolcetto: una delizia! E perché non ordinare un risotto da palati fini, magari ai funghi, altro prodotto autunnale per eccellenza.

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Fonte immagine: http://langhe.net/66293/piatti-tartufo-vini/

Assolutamente imperdibili anche i piatti arricchiti al tartufo: gli amanti ne vanno pazzi, ma sono da assaggiare almeno una volta nella vita da tutti. Non possono mancare in tavola in questo periodo dell’anno anche formaggi di varia stagionatura, accompagnati da miele e cugnà, salsa simile a marmellata a base di mosto d’uva, pere, mele e frutta secca, ideale da abbinare anche alle carni, oltre che ai formaggi; tra questi, una menzione speciale va riservata alla robiola.

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Fonte immagine: https://lorenzovinci.it/magazine/recipe/fritto-misto-alla-piemontese-ricetta-originale-storia-ingredienti/

A fine pasto, è d’obbligo farsi servire un buon bonet, tipico dolce al cucchiaio a base di amaretti, cacao, uova, latte e ricoperto di caramello, oppure direttamente gli amaretti, accompagnati ad un bicchiere di vermouth o di grappa. Rigorosamente piemontese, ma siamo sicuri che non era il caso di specificarlo!

Matrimonio e tendenze: gli angoli “del vizio”.

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Fonte immagine: http://randyandashley.com/diy-cigar-bar/

 

Gli spazi esclusivi sono una delle tendenze più in voga per i matrimoni del 2018 e il Cigar Corner sta diventando un must già in questi mesi. Quella che stiamo prendendo in esame è una tendenza che inizia a emergere in tutti i tipi di matrimoni: dal più esclusivo alla cerimonia più semplice o minimalista, un angolo dedicato ai sigari e ai suoi fumatori è d’obbligo. Uno spazio elegante e dedicato, ben definito, in modo che tutti gli ospiti interessati possano godersi un ottimo sigaro, magari in buona compagnia e in un posto appartato.

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Fonte immagine: http://whiterthanwhiteweddings.com/archives/category/real-weddings/summer-weddings

Il Cigar Corner, conosciuto anche come “L’angolo del vizio”, non è però solo riservato ai fumatori: si possono trovare infatti distillati e vini di pregiata qualità, gustosi cioccolatini, frutta secca, per vivere al meglio qualche momento di relax. Alla coppia di futuri sposi non resta altro da fare che scegliere il tipo di allestimento del Cigar Corner: dallo stile della location (cubana, rustica, Old West) al tipo dei sigari offerti agli invitati e alla loro quantità, dalla personalizzazione dei sigari stessi, degli accendini e dei fiammiferi con i nomi degli sposi stessi e con la data del ricevimento nuziale alla presenza di dolci, prelibate cascate di cioccolato e liquori da abbinare ai sigari. Scelte importanti, per adattare questo angolo all’impronta data alla location del matrimonio, senza intaccarne assolutamente la qualità.

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Negli ultimi tempi, una variante del Cigar Corner è quello data dallo Shisha Corner, con narghilè dai gusti diversi da fumare seduti direttamente su tappeti, pouf e cuscini colorati in un ambiente caratterizzato dalla luce soffusa delle lanterne. Un piccolo spazio magico, in grado di rendere ancora più suggestiva e affascinante questa giornata così speciale.

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Discorso simile va fatto per il Beer Corner, anche se in questo caso la scelta è consigliabile soprattutto per un matrimonio dove gli invitati siano in gran parte di giovane età. Il perché è presto detto: dietro un bancone, un barman specializzato servirà tantissime tipologie di birra, scelte con cura e gusto, agli invitati. Una birra tirerà l’altra e presto il ricevimento si trasformerà in un’autentica festa che coinvolgerà i partecipanti al matrimonio e, in alcuni casi, verrà ricordata a fatica il giorno seguente… Il successo sarà comunque assicurato!

Valli di Lanzo: i percorsi che non ti aspetti nei tuoi soggiorni brevi nel torinese

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Il torinese e, in particolar modo, le Valli di Lanzo sono territori che si prestano favorevolmente a soggiorni brevi. Il perché è presto detto: sono luoghi ideali in cui compiere lunghe passeggiate all’aria aperta, immersi nella natura. Sono tanti i percorsi allestiti, naturalistici in primis, ma non solo: non mancano le opportunità culturali e artistiche. Soprattutto, ciò che più conta, è che questi percorsi non presentano grandi dislivelli e sono quindi accessibili a tutti, senza alcun distinguo.
Nella Val d’Ala e nella Val Grande, ad esempio, lungo la Stura sono percorribili due sentieri “Sport e Natura” che collegano i vari paesi circostanti per un tratto di oltre dieci chilometri e presentano entrambi una particolarità: una volta terminati questi percorsi, se non si vuole camminare a ritroso, si può comodamente salire su un mezzo pubblico e far ritorno alla partenza senza faticare ulteriormente.

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Spostando l’attenzione su Ala di Stura, a spiccare è la presenza di sette itinerari che raggiungono le varie borgate, immergendo i turisti in un viaggio nel tempo caratterizzato dal relax e dalla tranquillità: in questi territori, la fretta non è di casa e il tempo è scandito da decine di orologi solari, che rendono unici questi luoghi insieme ad incisioni rupestri e affreschi. Non è tutto: è possibile seguire percorsi tematici per rendersi conto con i propri occhi di come il turismo in queste valli abbia modificato l’architettura locale, in particolar modo negli ultimi due secoli, puntando prima su armoniose ville, poi su caratteristici chalet di montagna e, più recentemente, su palazzine in stile liberty.

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A Balme e nei boschi circostanti, i più curiosi non possono perdersi per alcuna ragione al mondo l’insieme di sculture lignee realizzate da una scuola di scultori del capoluogo piemontese che è conosciuta come la “Foresta di Sherwood”, nome che deriva dalla foresta inglese celebre per le imprese dei personaggi principali della leggenda di Robin Hood. Per non parlare degli ecomusei aperti per i visitatori: luoghi speciali in cui sono custoditi gli oggetti della vita quotidiana degli abitanti delle zone montane. Dai pastori ai fornai, passando per le guide alpine: si possono in questo modo scoprire e visitare le “chintane”, le “airette” e le borgate, autentici scorci di vita.

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Tra i soggiorni brevi nel torinese consigliabili, c’è sicuramente anche la visita alla miniera Brunetta in Val Grande, una miniera di talco immersa nei boschi, nella quale per alcuni minuti ci si potrà immedesimare nei minatori che in passato hanno popolato queste valli e si potranno conoscere meglio i tanti minerali presenti nella zona.
Infine, se siete amanti della natura, dei suoi rumori e dei suoi colori, non mancano nelle Valli di Lanzo numerosi sentieri da percorrere in solitaria ed in buona compagnia, fermandosi di tanto in tanto a leggere le informazioni presenti nelle apposite bacheche per scoprire tutto, ma proprio tutto, ciò che di interessante custodiscono gelosamente questi percorsi naturalistici ricchi di fascino.

Persi pien – Pesche ripiene

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Fonte immagine: https://lorenzovinci.it/magazine/ricette/pesche-ripiene-al-forno-piemontese-con-amaretti-e-cacao/

Le pesce ripiene alla piemontese, un dessert semplice e genuino, il perfetto connubio tra origine e tradizione da gustare con piacere.

INGREDIENTI

Dosi per 4 persone:

  • 5  pesche a pasta gialla
  • un cucchiaio di cacao in polvere
  • cinque amaretti
  • un cucchiaio di brandy
  • un tuorlo d’uovo
  • la scorza di un limone
  • quattro cucchiai di zucchero
  • un bicchiere di vino bianco
  • burro

PREPARAZIONE

Lavate e tagliate a metà quattro pesche, spiccate via l’osso e scavate un poco d polpa che metterete da parte per rendere le scodelline più capienti.
Sbucciate e spiccate via l’osso alla pesca rimasta e tritatela con la mezzaluna assieme alla polpa delle altre pesche.
Mettete questo trito in una terrina ed amalgamate con lo zucchero, il cacao, gli amaretti sbriciolati, la scorza grattugiata del limone, legate col tuorlo ed il brandy. Riempite ora con questa crema le pesche, disponetele in una terrina imburrata, cospargete di zucchero ed innaffiatele col vino bianco.
Infornate per mezz’ora a 160° C.
Servitele tiepide oppure fredde accompagnate con dei lamponi.

Ricetta tratta dal manuale “le vere ricette della cucina piemontese” di Carla M. Orsi – 1976 –

 

Le 20 buone maniere che un matrimonio all’italiana deve osservare e le location più belle in cui celebrarlo

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Il giorno del matrimonio è uno dei più importanti della vita e sono molte le coppie straniere che scelgono l’Italia per le loro nozze, alla ricerca di paesaggi incantevoli, location da favola come le tante presenti a Torino e provincia, ma non solo. Molti scelgono il nostro Paese per le curiose tradizioni legate al matrimonio che rendono ancor più unica e memorabile questa giornata di per sé così speciale. Spesso queste tradizioni sono nate come regionali e nel corso degli anni sono state fatte nostre in tutta Italia. Andiamo a scoprirle insieme!

  • L’abito della sposa

Partiamo dal colore, che non dipende solo dalla volontà della coppia di dare vita ad un matrimonio convenzionale o ad una cerimonia meno tradizionale. Il bianco è il colore favorito dalla Dea Bendata, il più propizio, mentre altri colori hanno significati ben diversi: l’avorio preannuncia una vita turbolenta, il blu indica sincerità da parte della sposa, il rosa predice una perdita economica, il giallo mancanza di stima da parte della sposa, il verde timidezza e il nero pentimento, fino al rosso che sta addirittura a simboleggiare il desiderio di morte. Sempre stando alle superstizioni, la sposa una volta indossato l’abito non si deve guardare allo specchio il giorno del matrimonio. Inoltre, da tradizione, tutti gli invitati sono tenuti ad evitare i colori bianco e nero per il loro abbigliamento, ma questa indicazione quasi mai viene rispettata.

  • Il bouquet

Deve essere comprato dallo sposo, come ultimo regalo da fidanzato, e va fatto recapitare a casa della sposa la mattina stessa del matrimonio. A termine della cerimonia nuziale, la donna deve lanciare il bouquet verso un gruppo di donne nubili e la fortunata che lo raccoglierà, secondo la tradizione, sarà la prossima a convolare a nozze.

  • La bomboniera

Deve il suo nome all’usanza dei nobili di portare con loro cofanetti con caramelle a base di zucchero, chiamate bon bon in francese, ed è un dono di ringraziamento degli sposi a tutti coloro che festeggiano il matrimonio con loro.

  • I confetti

Da tradizione, devono essere morbidi e preferibilmente alla mandorla. Ne vanno messi nei rispettivi sacchetti solo cinque, numero indivisibile come dovrebbe essere il matrimonio e come e qualità che non dovrebbero mai mancare agli sposi: salute, ricchezza, felicità, fertilità e spiritualità.

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  • La cravatta dello sposo

Vige l’usanza di tagliare la cravatta dello sposo in piccoli pezzi e distribuirla tra gli uomini invitati in cambio di un obolo in denaro per gli sposi.

  • Il corteo nuziale

Suonare il clacson non è solo un’occasione per fare baccano, ma deriva dalla tradizione che cosi facendo si mettono in fuga gli spiriti maligni.

  • Le damigelle

Per confondere gli spiriti cattivi pronti a rovinare il giorno delle nozze, le amiche delle sposa si devono vestire con abiti di pregio e devono seguirla durante tutta la giornata.

  • Le fedi

La fede va indossata all’anulare sinistro, secondo la convinzione per cui lì scorre una vena in cui i sentimenti viaggiano dritti fino al cuore. In alcune regioni d’Italia, la fede è chiamata “vera”, termine che significa fedeltà. Dentro le fedi si è soliti incidere la data del matrimonio, il nome della sposa in quella di lui ed il nome dello sposo in quella di lei. La tradizione vuole che sia lo sposo a pagarle ed a conservarle fino al momento dello scambio durante la cerimonia nuziale, ma spesso sono i testimoni a regalarle e sono i paggetti a portarle sull’altare per la benedizione.

  • La dote

La famiglia della sposa fornisce gli abiti, biancheria e accessori, perché durante il primo anno di matrimonio lo sposo non deve sostenere spese per l ‘abbigliamento della moglie.

  • La giarrettiera

Nel diciassettesimo secolo gli invitati celibi dovevano cercare di impossessarsi della giarrettiera della sposa, attaccandola poi al loro cappello; con il tempo questa usanza si è trasformata nel lancio della giarrettiera, da parte dello sposo, per evitare che il vestito della sposa venga rovinato.

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Fonte immagine: https://pixabay.com/it/persone-ragazza-abito-abito-da-2604280/

  • Il giorno delle nozze

Secondo la tradizione scegliere accuratamente il giorno giusto del matrimonio può incidere sulla buona riuscita del matrimonio stesso. Il lunedì porta buona salute, essendo dedicato alla luna; il martedì porta ricchezza sicura; il mercoledì è molto propizio; il giovedì porta dispiaceri alla sposa; il venerdì porta disgrazia, il sabato è il giorno più sfortunato in assoluto.

  • Il mese del matrimonio

Discorso simile a quello fatto pocanzi: gennaio porta affetto, gentilezza e fedeltà; febbraio è il mese degli amori e degli accoppiamenti ed è per questo il mese migliore; marzo è portatore sia di gioia che di pene; aprile porta solo cose belle; maggio è nefasto; giugno è il mese dedicato a Giunone, dea che protegge l’amore e le nozze; luglio preannuncia fatiche per guadagnarsi da vivere; agosto assicura una vita ricca di cambiamenti; settembre porta agli sposi prosperità economiche e gioia; ottobre porta molto amore, ma poco denaro; novembre promette gioia e felicità; dicembre assicura agli sposi amore eterno.

  • La luna di miele

Deriva dall’usanza degli sposi dell’antica Roma di mangiare del miele per tutta la durata di “una luna” dopo il matrimonio.

  • Il letto degli sposi

Deve essere preparato la sera prima del matrimonio da due ragazze nubili, in segno di purezza.

  • La serenata

La sera prima del matrimonio, da tradizione lo sposo deve organizzare una serenata sotto la finestra della futura sposa, accompagnato da parenti, amici e un musicista con il violino, la chitarra o la fisarmonica. La famiglia della sposa, invece, a fine serenata dà vita ad un banchetto in segno di ringraziamento.

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  • Il riso

Tirarlo agli sposi una volta terminato il matrimonio simboleggia una pioggia di fertilità.

  • Gli oggetti della sposa

il giorno delle nozze la sposa deve indossare cinque oggetti simbolo di buon auspicio: una cosa nuova, una cosa vecchia, una cosa prestata, una cosa regalata e una cosa blu, simbolo di sincerità e purezza da parte della sposa

  • Gli sposi

Porta sfortuna che gli sposi si vedano prima dell’incontro in chiesa o in comune. Lo sposo, inoltre, non deve mai vedere il vestito della sposa se non al momento della cerimonia.

  • Il velo della sposa

La lunghezza del velo dipende dal numero di anni di fidanzamento: ogni anno corrisponde ad un metro. Inoltre il velo della sposa è considerato un portafortuna se è stato donato da una sposa felice.

  • Il vaso di vetro

Al termine del matrimonio, gli sposi devono romperlo e il numero dei cocci risultanti indica gli anni di felicità che attendono la nuova coppia.

Non solo camminate in montagna: ecco come mantenersi giovani in eterno!

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Camminare in montagna è senza alcun dubbio un’attività che fa bene al nostro fisico a qualsiasi età, specialmente in età avanzata. Cosa c’è di meglio, infatti, di alzarsi in hotel al mattino, fare colazione e poi dedicare qualche ora ad una bella camminata immersi nella natura, magari in buona compagnia. Soprattutto negli ultimi anni, però, le persone anziane hanno anche tanti altri modi per mantenersi giovani in eterno. E non stiamo parlando solamente di allenamento fisico, bensì di quelle attività che allenano la mente nella terza età. E’ molto importante per un anziano fare costantemente esercizi che attivino le capacità intellettive. Il cervello di ognuno, infatti, più lavora e più è in forma, proprio come il nostro corpo.

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Come fare? Può sembrare strano, ma basta giocare! Il gioco, infatti, viene vissuto da tutti come un passatempo, un divertimento, ma allo stesso tempo è molto importante per mantenere la mente allenata e, cosa tutt’altro che da trascurare, permette di vivere bei momenti in compagnia.
E’ giunto il momento propizio per esporre qualche esempio, da prendere come semplice suggerimento. Unendo una leggera attività motoria all’attività mentale, ci si può dedicare alle bocce, al biliardo, alle freccette, al tiro al bersaglio, ai puzzle, al cucito per le donne, alla creazione di collane, bracciali e anelli fatti in casa, al dipingere, al disegnare, al teatro, alla danza, al golf e al tennis.

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Tralasciando invece l’attività motoria e concentrandosi esclusivamente su logica, memoria e organizzazione spazio-temporale, alcuni esempi indicati possono essere la dama, gli scacchi, i giochi di carte come il bridge, il burraco, il ramino e il mercante in fiera, la costruzione di marionette, il suonare uno strumento musicale, il giocare a battaglia navale o ai giochi da tavolo, il fare il cruciverba e il sudoku, il tenersi informati leggendo i quotidiani o le informazioni sui siti internet attraverso il computer o gli smartphone e il leggere molto, sia che si tratti di libri, riviste o quant’altro.

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Seguendo qualcuno di questi semplici consigli, si potranno trascorrere bei momenti in compagnia rendendo la vacanza in hotel in montagna ancora più bella. Giocando, infatti, l’angoscia del risultato passa in secondo piano, mentre a prendere il sopravvento c’è l’emozione, lo stare insieme, la gioia del condividere qualcosa con qualcuno, il ridere e l’empatia. Giochi semplici, proprio come quelli di una volta, che costano poco, ma il cui fascino e utilità non svaniranno mai!

Piante officinali, medicinali o aromatiche…Conosci la differenza?

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L’estate è una delle stagioni predilette per celebrare matrimoni a Torino. Nella scelta della location, che si tratti di una villa o un ristorante, un ruolo importante ricopre il parco, il giardino, luogo in cui solitamente si passa gran parte del tempo nelle pause del pranzo di nozze o al termine del servizio. Molti invitati vengono colpiti proprio dalla bellezza dei fiori e delle piante in esso presenti, ma in quanti sanno distinguerle realmente? Chi conosce la differenza tra piante officinali, medicinali o aromatiche? Il rischio che si corre in casi come questi è quello di fare di tutta l’erba un fascio e, al contempo, di confondere le idee. L’intento è quindi quello di fare chiarezza, senza addentrarsi eccessivamente in tecnicismi o utilizzando termini di difficile comprensione.

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Le piante officinali sono specie vegetali che, grazie ai principi attivi contenuti nei loro organi (fiori, semi, gemme, foglie, frutti, radici), vengono utilizzate in molteplici campi, a scopi medicinali, erboristici, liquoristici, aromatizzanti, alimentari, cosmetici, igienici e molto altro. Quando si parla di piante officinali, si fa riferimento a quelle piante che hanno proprietà e azioni salutari in relazione alle funzioni fisiologiche dell’organismo umano. Come anticipato, le piante officinali vengono impiegate per i loro principi attivi in grado di apportare effetti benefici e si distinguono dalle piante alimentare che, invece, sono utilizzate soprattutto per le loro componenti nutrizionali ed energetiche (carboidrati, proteine, vitamine, grassi). I principi attivi sono sostanze prodotte dal metabolismo secondario della pianta stessa, presenti in piccolissime quantità, ma assolutamente sufficienti per svolgere la loro attività: è proprio per questa ragione che vengono chiamati principi attivi o sostanze bioattive.

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Alcaloidi, flavonoidi, glicosidi, oli essenziali, polifenoli, polisaccaridi: il quadro ora dovrebbe essere un po’ più completo e chiaro.
Un altro termine utilizzato per indicare le piante officinali è piante medicinali, impiegate esclusivamente per impieghi terapeutici, come la produzione di farmaci. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), le piante medicinali contengono nei suoi organi sostanze che possono venire utilizzate a fini terapeutici. Grazie a questa spiegazione, qualsiasi pianta officinale può dunque essere ritenuta anche medicinale.

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Si parla di pianta aromatica, invece, quando una pianta officinale contiene sostanze biochimiche di particolare odore e sapore: le piante aromatiche sono dunque erbe officinali e sono utilizzate particolarmente in cucina e nel settore dei profumi e della cosmesi.

I 10 racconti dei nonni più commoventi da ascoltare durante i vostri soggiorni estivi nelle valli di Lanzo

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Durante i soggiorni estivi nelle Valli di Lanzo, è bello mettere da parte l’orologio e fermarsi ad ascoltare le storie raccontate dai nonni. Racconti commoventi, che sanno toccare le giuste corde e i sentimenti delle persone. Il tempo dedicato loro è guadagnato, perché si fa ritorno a casa con un bagaglio di emozioni pieno fino all’orlo. Come un bicchiere, da gustare sorsata dopo sorsata per trovare refrigerio nella calura estiva.

“Sono Carlo e ogni sera da quando il mio primo nipotino Alberto era piccolo ho iniziato a leggergli alcuni libri. Ho continuato a farlo finché non ha cominciato a divorare libri da solo e la tecnologia ci ha permesso di continuare a restare in contatto nonostante la lontananza, via Skype. Ora Alby è cresciuto e mi manca l’atto di leggere insieme, sia quando stava seduto in grembo sia via computer ad oltre 100 chilometri di distanza. Sono però soddisfatto perché so che ho nutrito il suo amore per la lettura, l’apprendimento e l’immaginazione, e spero che un giorno mio nipote possa fare lo stesso con i suoi figli”.

“Ho 17 nipoti di età compresa tra 1 e 17 anni e mi piace fare qualcosa per loro. Da coccolare i più piccoli a organizzare passeggiate al parco, fino a parlare di temi importanti con i più grandi: non importa quello che facciamo, ciò che conta è trascorrere tempo insieme. Purtroppo pochi nipoti vivono vicino a me, ma quando possono vengono a trovarmi e per tutti sono la loro nonna Anna. Avevo un sogno: riunirli tutti insieme al mio fianco e l’ho realizzato! E’ stata la più bella giornata della mia vita”.

“Quello che mi piace fare di più con i miei figli è lavorare insieme. Abbiamo una piccola azienda, che io e mio marito abbiamo aperto quand’eravamo giovani e poi abbiamo tramandato loro. Quello che abbiamo voluto insegnare ai nostri quattro ragazzi, li chiamiamo ancora così nonostante abbiano tutti più di 40 anni, è quello di onorare sempre il lavoro. Questo è il nostro motto: “La vita in fondo non è così complessa, perché cercare di complicarla?”.

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“Dopo una vita intensa di lavoro, io e mio marito Angelo ci godiamo la nostra pensione in villeggiatura. Certo, non possiamo farlo tutto l’anno, ci costerebbe troppo, ma d’estate non c’è niente di più bello di rilassarsi in montagna, immersi nel verde ed a contatto con la natura. Abbiamo 7 nipoti e se potessimo fare una sola cosa per loro, vorremmo aiutarli ad essere forti nello spirito e vivere sempre con gentilezza e compassione. E’ bello dedicare del tempo a loro, ascoltarli, perché ci tengono allegri ed attivi”.

“Sono una giovane nonna e ora che i miei nipoti sono tutti adolescenti adoro parlare con loro. Cerco di condividere la mia conoscenza e l’esperienza, dando loro consigli. Tre di loro frequentano le superiori e due fanno le scuole medie, quindi cerco di discutere di questioni pertinenti con ognuno di loro. Ho un rapporto meraviglioso con loro: sono stata presente sin dalla nascita e voglio per tutti una sola cosa: il meglio per loro. Darei la vita per questi bambini”.

“Mi chiamo Giuseppe e ho tre nipoti, anzi presto quattro. Mi piace cantare e farlo insieme a loro è davvero speciale! Tutto è cominciato per scherzo quando erano piccolissimi: dalla ninna nanna alle prime canzoncine all’asilo, era un modo per farli sorridere con gioia. Amo far ridere i miei nipoti! La risata di un bambino è un suono gioioso, che continua a ronzarmi ogni giorno nella testa. Spero anche che nel corso degli anni imparino ad amare i libri tanto quanto piacciono a me, perché la lettura ci permette di immaginare, di imparare, di ridere e di mantenere un senso di meraviglia del mondo”.

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“Camminare, camminare e camminare. Ecco cosa piace fare a me e mia moglie in questi ultimi anni. Non amiamo i posti affollati, preferiamo fare lunghe passeggiate su strade di campagna o di montagna. Quando torniamo a casa, ci piace dipingere paesaggi, spesso prendendo spunto dai posti che abbiamo visto poche ore prima. Fonte di ispirazione per noi sono anche i libri che divoriamo in biblioteca: riteniamo che tutte le persone di una certa età dovrebbero iscriversi e frequentare le biblioteca, in modo da tenere sempre la mente allenata e restare al passo con i tempi, per quanto possibile ovviamente”.

“Ho un unico obiettivo nella vita: essere un buon nonno. Ricordo la mia nonna, vero punto di riferimento per la nostra famiglia. Samantha e Caterina, le mie nipoti, sono fantastiche: ho imparato che non è la quantità di tempo che spendi con i bambini che conta, ma la qualità di quel tempo. La mia nonna quando ero piccolo è stata d’esempio e io ho deciso di fare come lei. Le mie nipotine voglio che crescano con fiducia in se stesse, ma senza arroganza. Con coraggio, ma senza sciocchezze. Con la capacità di amare, senza essere ossessionate da niente o da nessuno. Soprattutto, voglio insegnare loro a lasciare il mondo un posto migliore di quello che hanno trovato. La mia generazione, purtroppo, in questo campo non ha fatto molto, per non dire peggio”.

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“Ciao! E’ la prima parola che ha detto nostra nipote l’altro giorno. È una prima parola fantastica! Lo dice a tutti: Ciao! Con il passare degli anni, uno perde di vista le cose importanti nella vita, ve l’assicuro. È bello sentire un Ciao!, ci si può commuovere se detto da una bambina. Con la terza età, si diventa più dolci e il rischio che si corre è quello di sciogliersi in alcune occasioni… Quei sorrisi, quelle risata, quelle braccia piccole che cercano un abbraccio, quei baci tanto semplici quanto affettuosi. Provare per credere!”.

“Il mio nipote di due anni, Giacomo, è la luce della mia vita. Lui è il mio faro di speranza, la mia ispirazione per rendere il mondo un posto più bello. La nostra famiglia era così felice ed entusiasta di aspettare un piccolo bambino entrare nella nostra vita! La prima volta che ho posato gli occhi su Jack, ero così completamente sopraffatto dall’amore che mi ha fatto scoppiare il cuore di gioia. In quel giorno tutto è cambiato, in meglio ovviamente. Mi piace portare Giacomo a far passeggiate: ama ascoltare le mie storie, anche se non capisce cosa dico, e mangiare i miei biscotti. Ama il mio cane Rocky, che è favoloso con lui. La vita è bella, non dimenticatelo mai!”.

Tajarin con l’anciova – Tagliolini all’acciuga

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Tagliolini all’acciuga: un piatto semplice della tradizione piemontese tutto da gustare e, perché no, perfetto anche per il menù di un matrimonio, soprattutto se completato dall’aroma inconfondibile del tartufo.

INGREDIENTI

Dosi per 4 persone:

tagliolini fatti in casa

per il condimento: 10 acciughe sotto sale, uno spicchio di aglio, 100 gr di burro, olio e tartufo.

PREPARAZIONE

Cuocete al dente i tagliolini e conditeli con la salsa che si prepara così: mettete al fuoco in un tegame col fondo appena coperto d’olio, uno spicchio d’aglio che lascerete colorire e che poi toglierete.

Ritirate dal fuoco ed in quest’olio sciogliete, aiutandovi con il cucchiaio di legno, le acciughe pulite e diliscate; aggiungete il burro e amalgamatelo al resto. Riponete ora il tegame al fuoco e appena il contenuto sarà caldo cospargetelo sui tagliolini.

Questo piatto non vuole formaggio grattugiato ma si consiglia di aromatizzare con lamelle di tartufo.

Ricetta tratta dal manuale “le vere ricette della cucina piemontese” di Carla M. Orsi – 1976 –