Autunno che delizia: prodotti gourmet a cui non potrai dire “NO” durante le tue cene di lavoro.

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L’autunno è iniziato da poche settimane, ma più passano i giorni e più le giornate si accorciano: la sera diventa buio sempre prima e i sorrisi gioiosi tipici dell’estate rischiano di svanire in un batter di ciglia. Per mantenere alto il buon umore, il consiglio è quello di organizzare con frequenza delle simpatiche cene di lavoro, per godere della compagnia di colleghi e colleghe al di fuori della routine quotidiana e, soprattutto, per trarre beneficio dalla cucina piemontese, con i suoi prodotti gourmet a cui proprio non si può dire di no. Certo, per le cene di lavoro Torino è l’ideale, in quanto la sua offerta di ristoranti, trattorie e locali è sicuramente la più ampia e variegata, ma spesso e volentieri in provincia si sta tutt’altro che peggio. Anzi!

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La regina della cucina piemontese in autunno è senza alcun dubbio l’uva: un’autentica eccellenza, che richiama nelle nostre terre appassionati e non. I vini come la barbera o il barolo sono un must, ma non vanno trascurati il moscato e lo spumante piemontese: da bere assolutamente.

Spostando l’attenzione dal bicchiere al piatto, perché non organizzare una bella cena di lavoro prenotando il fritto misto alla piemontese? Un piatto tipico, capace di soddisfare tutti i tipi di palati ed esaltare la cucina regionale. Per gli amanti dei primi, non si può assolutamente dire di no ai tajarin caserecci annaffiati con dolcetto: una delizia! E perché non ordinare un risotto da palati fini, magari ai funghi, altro prodotto autunnale per eccellenza.

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Assolutamente imperdibili anche i piatti arricchiti al tartufo: gli amanti ne vanno pazzi, ma sono da assaggiare almeno una volta nella vita da tutti. Non possono mancare in tavola in questo periodo dell’anno anche formaggi di varia stagionatura, accompagnati da miele e cugnà, salsa simile a marmellata a base di mosto d’uva, pere, mele e frutta secca, ideale da abbinare anche alle carni, oltre che ai formaggi; tra questi, una menzione speciale va riservata alla robiola.

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A fine pasto, è d’obbligo farsi servire un buon bonet, tipico dolce al cucchiaio a base di amaretti, cacao, uova, latte e ricoperto di caramello, oppure direttamente gli amaretti, accompagnati ad un bicchiere di vermouth o di grappa. Rigorosamente piemontese, ma siamo sicuri che non era il caso di specificarlo!

Frutta e verdura: i best seller dell’estate nel menù del tuo pranzo di nozze

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Sono molte le coppie che scelgono i mesi estivi per convolare a nozze. D’estate, solitamente a farla da padrone sono il sole e il caldo e soprattutto le probabilità di incorrere in una giornata di maltempo sono più basse rispetto ad altri periodi dell’anno. Chi compie questa scelta deve ovviamente adeguare il menù del pranzo di nozze, affidandosi a verdura e frutta di stagione. Poco male, perché a partire dal mese di giugno la natura regala alla tavola una fantastica varietà di giusti e colori, ideale per tutti i palati in virtù della sua dolcezza e freschezza, qualità quest’ultima dovuta al suo elevato contenuto d’acqua.

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Per un menù del pranzo di nozze di successo, si possono scegliere verdure come asparagi, rucola, patate novelle, carote, sedano e piselli, ma noi vi consigliamo tre “classici” con cui far sempre e comunque bella figura. Le regine dell’estate sono le zucchine sia per il loro sapore leggero sia per il loro fiore, utilizzato per la preparazione di buonissime frittelle. Le zucchine hanno basso valore calorico, contengono carotenoidi, consigliati per la loro azione antitumorale, e vi garantiranno un’abbronzatura perfetta, se assunte prima della vostra esposizione al sole.

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Non da meno nei mesi estivi sono i fagiolini, che contengono poche calorie, proteine e carboidrati e che invece sono ricchi di sali minerali, fibre, Vitamina A e potassio. Il consiglio è di prepararli a temperatura ambiente, aggiungendo solo olio, sale e basilico. Infine, una menzione speciale va spesa per le melanzane, povere di grassi, con proprietà antiossidanti e buone fonti di fibre e acido folico: sono ideali per la preparazione di piatti ricchi e saporiti.

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Spostando l’attenzione sulla frutta, in un menù del pranzo di nozze che si rispetti non devono mancare fragole, kiwi e ciliegie. Il nostro consiglio ricade però su albicocche e pesche, entrambe protagoniste indiscusse dell’immancabile macedonia. Le albicocche, dal sapore dolce, sono le principali alleate dell’abbronzatura: ricche di vitamina A, B, C, di carotenoidi, magnesio, ferro, calcio e potassio. Come anticipato, non bisogna assolutamente dimenticarsi delle pesche, frutto rinfrescante, profumato e dolce, dalle tantissime varietà: bianca, gialla, con pelo. Le pesche hanno un basso contenuto calorico e sono ricche di vitamina A e C. Come per le albicocche, la loro marmellata si può accompagnare ai dolci, rendendoli ancor più gustosi.

Il pranzo della comunione coi fiocchi: che aspetto ha la struttura ideale?

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La primavera è periodo di comunioni e cresime, due momenti importanti per la religione cattolica. La prima comunione coinvolge in genere bambini e bambine tra i 7 e i 9 anni d’età che frequentano il catechismo nella parrocchia di appartenenza. Nel percorso che porta all’Eucarestia, i bambini iniziano ad inserirsi all’interno della comunità religiosa, sentendosi parte del popolo di Dio. Generalmente, invece, la cresima viene amministrata ai preadolescenti (intorno ai 12 anni d’età): si tratta di un momento di particolare crescita per i ragazzi, che possono rinnovare con forza la loro fede in Dio in maniera personale.

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A tal proposito, la cresima viene anche chiamata Rito della Confermazione. In quest’occasione si ricevono in dono dallo Spirito Santo sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio; la cerimonia viene amministrata dal vescovo che unge la fronte del cresimando con dell’olio mischiato a balsamo. Così come per la prima comunione, anche per la cresima è necessario un percorso di preparazione attraverso il catechismo della durata di due anni, che aiuti il ragazzo o la ragazza a comprendere il significato del sacramento e a giungere alla piena consapevolezza e accettazione della propria fede. In questo percorso rivestono una particolare importanza il padrino e la madrina e non solo i catechisti e i genitori: i padrini e le madrine dovranno essere testimoni di questo rinnovato impegno nei confronti di Dio e si impegnano ad accompagnare e sostenere il cresimando nella sua fede per tutta la vita.

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Fatta questa doverosa premessa, come festeggiare al meglio la comunione e la cresima? Queste due cerimonie rappresentano occasioni particolari per far festa insieme ai propri cari, quindi è buona abitudine scegliere la struttura ideale in cui organizzare il pranzo successivo alla celebrazione liturgica. Sia la prima comunione che la cresima, infatti, avvengono generalmente nella tarda mattinata di domenica, quindi la scelta migliore è quella di optare per un bel pranzo al ristorante con i propri parenti e amici di famiglia.

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In provincia di Torino, per il pranzo della comunione e della cresima, la location ideale è rappresentata dall’Hotel Italia di Coassolo Torinese. Queste cerimonie si possono festeggiare nell’incantevole parco dell’hotel stesso, caratterizzato dalla presenza di piante pregiate e dell’atmosfera di assoluta tranquillità e relax, oltre che di un panorama mozzafiato, oppure in una delle ampie sale del Ristorante Berta annesso alla struttura, godendo in entrambi i casi delle prelibatezze preparate dallo staff in cucina con l’intento di esaltare le eccellenze regionali ed i prodotti tipici delle Valli di Lanzo. E’ possibile scegliere il menù per soddisfare qualsiasi richiesta, compresi menù personalizzati per bambini o per esigenze alimentari speciali. Comunione e cresima sono due giornate importanti: fai la scelta migliore e vivile insieme a familiari e amici all’Hotel Italia.