Meeting a Torino sulla sinergia tra le vallate: chi sono i nostri “vicini di casa”?

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Torino, oltre che essere il capoluogo del Piemonte, è il cuore pulsante della regione. Le meraviglie della città sono conosciute in tutto il mondo: dalla Mole Antonelliana al Parco del Valentino, da Palazzo Reale al Duomo, dal Parco del Valentino ai Giardini Reali, da piazza Vittorio Veneto alle più centrali Piazza Castello e Piazza San Carlo, per non parlare della Reggia di Venaria Reale o della Basilica di Superga, spostandosi solo di qualche chilometro. Oltre a queste bellezze, Torino è conosciuta per molto altro: dal Museo Egizio, invidiato da tutto il mondo, al Lingotto, centro multifunzionale assai conosciuto per i suoi eventi culturali e commerciali, senza tralasciare il Museo del Cinema o Palazzo Reale.

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Congressi e meeting a Torino si susseguono senza interruzione, richiamando in Piemonte migliaia di persone dall’Italia intera e da tutto il mondo, e sono soprattutto l’occasione propizia per visitare le tante vallate che caratterizzano la città metropolitana di Torino. Uno stupendo mosaico, impreziosito da autentici gioielli paesaggistici tutti da scoprire.

L’Hotel Italia di Coassolo Torinese è inserito nella piccola e caratteristica Valle Tesso, inserita nel più ampio complesso delle Valli di Lanzo, a forte vocazione turistica. In particolar modo nel periodo estivo, sono tante le famiglie o le persone che scelgono la Valle Tesso e le Valli di Lanzo per il loro clima mite, i panorami mozzafiato e la possibilità di passeggiare e rilassarsi immersi nella natura.

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Andiamo a conoscere meglio proprio queste ultime, tre valli delle Alpi Graie, inserite nel territorio piemontese tra la Valle Orco e la Val di Susa. Le Valli di Lanzo prendono il nome, come è facile intuire, dalla cittadina di Lanzo Torinese e sono solcate da diversi torrenti, che confluiscono nella Stura di Lanzo. Una menzione speciale meritano anche le altre “vicine di casa”: la Valle Orco, che congiunge Pont Canavese al Colle del Nivolet ed è rinomata per i suoi bellissimi laghi, come quello di Ceresole, solo per citare il più conosciuto, e la Val di Susa, la più estesa e popolata di tutto il Piemonte con ben 80 chilometri di lunghezza, sino al confine con la Francia, e oltre 90.000 abitanti.

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Al giorno d’oggi, è fondamentale la sinergia tra le vallate, ognuna con le sue tradizioni e peculiarità, ma tutte con obiettivi comuni: la valorizzazione del territorio e il potenziamento dell’offerta turistica. Il turismo, infatti, può essere il propulsore dello sviluppo locale in numerose zone montane. Non l’unica soluzione possibile, bensì un’alternativa seria e concreta. Quale strada seguire in quest’ottica? Quesito di non facile soluzione, ma la priorità dev’essere la definizione di una strategia di sviluppo che fluisca dalla cooperazione e dal dialogo tra la popolazione locale e i diversi operatori ed enti interessati.

Conosci la Valle del Tesso? Posti unici nella provincia di Torino

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La Valle Tesso è una piccola vallata che si trova alle porte di Lanzo, inserita nel complesso delle Valli di Lanzo, in provincia di Torino. Il modo migliore per conoscere un territorio è scoprirlo passeggiando e questa valle si presta ottimamente alle camminate, regalando ai visitatori paesaggi e panorami tanto diversi quanto stupendi. La Valle Tesso si estende su una superficie di circa 45 chilometri quadrati, comprende i comuni di Monastero di Lanzo e Coassolo Torinese ed è adagiata fra i due torrenti Tesso e Tessuolo in una verde conca, in posizione soleggiata, oltre che facilmente raggiungibile da Torino. Boschi, prati, pascoli, alpeggi, terrazzamenti, torrenti, creste: non manca davvero nulla. Utilizzando come base di partenza l’Hotel Italia di Coassolo Torinese si possono dedicare molte giornate alla visita di questi luoghi montani. Posti unici, in cui è stata sviluppata una vasta rete di sentieri per favorire la fruizione da parte degli escursionisti e, allo stesso tempo, sfruttare al meglio le risorse offerte dal territorio. Tranquille passeggiate, escursioni in mountain bike e sci alpinismo permettono di raggiungere incantevoli mete naturalistiche, in cui immergersi in assoluto relax.

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Nella Valle Tesso si possono identificare tre fasce altitudinali, in cui ritrovare vegetazioni differenti. Nel piano collinare, indicativamente posto tra i 550 e gli 800 metri sul livello del mare, si può ritrovare il bosco misto di latifoglie. Quercia, nocciolo, sambuco, frassino e betulla sono tra le piante più facilmente individuabili. Poco più in su, nel piano montano (800-1500 metri), il bosco lascia via via spazio alla faggeta. Tipici i boschi misti, con aceri, pioppi, betulle e frassini, preparatori ai popolamenti puri del faggio. Infine, il piano alpino (1500-2250 metri) comprende gli arbusteti e i pascoli alpini. In queste zone il castagno è stato ampiamente coltivato, sia per i suoi frutti che per il legname. Lungo alcuni itinerari proposti, si possono trovare bacheche illustrative dedicate ad alcuni alberi, arbusti ed erbe tipici della Valle Tesso.

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Per quanto riguarda le peculiarità di questa vallata, ricoprono un ruolo di primissimo piano i fiori. Si possono trovare sia specie montane sia alpine: per semplificare, si può dividere la Valle Tesso in tre zone; la media e bassa valle, l’alta valle e la zona del lago di Monastero di Lanzo. In basso spiccano primule gialle, anemoni, campanelline, genziane e numerose varietà di silene, mentre più in alto a colpire maggiormente sono rododendri e sassifraghe. Sulle cime che circondano il lago, a catturare lo sguardo sono alcuni esemplari di stelle alpine e raponzoli.

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Un discorso a parte merita la fauna: dagli uccelli come l’astore, la poiana, il gheppio, il gufo, la poiana, il corvo imperiale, la pernice bianca, il picchio e il cuculo, ai mammiferi come talpe, ricci, scoiattoli, ermellini, volpi e lepri, per finire con cinghiali, caprioli e camosci.

La Valle Tesso è un maestoso parco naturale, a pochi chilometri da Torino, con panorami mozzafiato e luoghi imperdibili per tutti coloro che amano la natura e la tranquillità. Non perdete l’occasione di scoprire questa vallata non così nota, ma assolutamente ricca di tradizione e bellezze paesaggistiche.

Corona Verde: il percorso “obbligatorio” nelle Valli di Lanzo e gli hotel che possono ospitarvi

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Sviluppo, recupero ambientale e turismo sostenibile sono i capisaldi del progetto Corona Verde Stura, iniziativa che coinvolge i Comuni di Cafasse, Ciriè, Mathi, Nole, Robassomero e Villanova Canavese e che consta in una rete di percorsi ciclopedonali lungo le sponde del torrente Stura. Un progetto interessante, in continuità con l’iniziativa Corona Verde, finanziata dalla Comunità Europea e dalla Regione Piemonte nell’ambito del Fondo Europeo Sviluppo Regionale.

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Lo scorso 24 ottobre è avvenuta l’attesissima inaugurazione ufficiale di questo progetto che interessa una serie di percorsi che si snodano attraverso l’Area Contigua dello Stura di Lanzo, per una lunghezza complessiva di 26 chilometri. Tra Cafasse e Robassomero, ad essere interessata dall’iniziativa è la sponda destra del torrente Stura, mentre nel tratto tra Mathi e Ciriè i percorsi si articolano lungo la sponda sinistra. Il progetto Corona Verde Stura si pone l’obiettivo di potenziare l’offerta turistica nelle Valli di Lanzo, riqualificando zone e itinerari da visitare con facilità logistica (grazie all’individuazione di parcheggi e punti acqua) e in assoluta sicurezza.

Lo scorso 24 ottobre è avvenuta l’attesissima inaugurazione ufficiale di questo progetto che interessa una serie di percorsi che si snodano attraverso l’Area Contigua dello Stura di Lanzo, per una lunghezza complessiva di 26 chilometri. Tra Cafasse e Robassomero, ad essere interessata dall’iniziativa è la sponda destra del torrente Stura, mentre nel tratto tra Mathi e Ciriè i percorsi si articolano lungo la sponda sinistra. Il progetto Corona Verde Stura si pone l’obiettivo di potenziare l’offerta turistica nelle Valli di Lanzo, riqualificando zone e itinerari da visitare con facilità logistica (grazie all’individuazione di parcheggi e punti acqua) e in assoluta sicurezza.

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Le piste ciclopedonali di Corona Verde Stura sono state collocate in prossimità dei centri cittadini dei sei Comuni coinvolti nell’iniziativa, con l’obiettivo di consentire a tutti di poter fruire dell’esperienza offerta: dal semplice appassionato all’atleta esperto, chiunque può accedere facilmente al percorso, raggiungendolo in treno, in auto, in bici e a piedi. L’intento è proprio quello di garantire indimenticabili esperienze di scoperta, sfruttando al meglio l’incantevole scenario fluviale del torrente Stura. Per fare questo, sono state previste appositamente 15 stazioni informative, collocate in punti strategici del territorio interessato. Ogni stazione è caratterizzata da espositori in legno, con tavole tematiche che sintetizzano alcuni dei tratti essenziali della storia e della natura dei luoghi, oltre alle indicazioni del navigatore generale del percorso. In questo modo, gli escursionisti possono immergersi in una rete di storia, natura e città, scoprendone l’arte, l’architettura, le tradizioni rurali e i percorsi di fede e cultura popolare che ne hanno caratterizzato la vita, dagli albori sino ad oggi.

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Non è tutto: il progetto Corona Verde Stura ha dato ulteriore impulso all’offerta turistica. Il ventaglio di strutture ricettive è ampio: tanti gli hotel presenti nelle Valli di Lanzo, in grado di soddisfare le esigenze più diverse. In questo scenario si inserisce armoniosamente l’Hotel Italia di Coassolo Torinese, immerso in un suggestivo parco e, più in generale, in un territorio a forte vocazione naturalistica, culturale e gastronomica. Un autentico trionfo dello stile piemontese, dall’arredamento delle camere e degli appartamenti di nuova costruzione fino alla genuina cucina del Ristorante Berta, interno all’Hotel Italia.

Merenda sinoira: la tradizione nella cucina regionale piemontese

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Al giorno d’oggi un brunch o un apericena sono importanti occasioni di incontro, ma non tutti sanno che tra le tradizioni tipiche della cucina regionale piemontese vi è l’antenata di questi appuntamenti conviviali: la merenda sinoira. Per conoscere le sue radici, bisogna spostare indietro le lancette del tempo sino alla seconda metà del diciannovesimo secolo, quando nel Piemonte regnava una società contadina, l’elettricità era una chimera e condividere un fiasco di vino o un pezzo di formaggio era una piacevole consuetudine. Un mondo molto distante da quello in cui viviamo, in cui la giornata veniva scandita dal duro e faticoso lavoro nei campi ed i pasti erano intesi come momenti in cui rifiatare e riposare. Le giornate iniziavano molto presto, all’alba, ed i ritmi erano dettati dall’alternarsi delle stagioni, dal ciclo del sole e dalle stesse faccende lavorative da compiere nei campi, nell’aia o nelle stalle.

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Per far fronte alla fatica di ore e ore dedicate ad un estenuante sforzo fisico, la colazione ed il pranzo dovevano essere abbondanti, ma soprattutto nei mesi caldi bisognava sfruttare al massimo tutte le ore di luce, lavorando incessantemente sino al tramonto: è proprio in questo contesto che nasce la merenda sinoira. ‘Merenda’, vista l’ora pomeridiana; ‘sinoira’, in piemontese, tendente alla cena. Come l’apericena dei giorni nostri, ma in un contesto differente da quello di allora. Come anticipato, la merenda sinoira aveva vita nei mesi primaverili ed estivi, proprio come recitava un antico proverbio piemontese: dal giorno di San Giuseppe (fine marzo) a quello di San Michele (fine settembre). ‘San Giusep a porta la marenda ant el fassolet, San Michel a porta la marenda an ciel’ (San Giuseppe porta la merenda nel fazzoletto, San Michele porta la merenda in cielo).

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Da cosa era composta la merenda sinoira un tempo? Facile dirlo: pane, salame, formaggio, vino e frutta. Una volta terminata, infatti, il lavoro proseguiva ancora per qualche ora, così quando il buio invitava tutti a far ritorno alle proprie abitazioni, l’appetito non era più eccessivo e una cena leggera era propedeutica ad un riposo migliore in vista della dura giornata di lavoro successiva.

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La merenda sinoira è stata tramandata negli anni, sino ad arrivare al giorno d’oggi. Inevitabilmente è mutata, così come è cambiato radicalmente il contesto. A rimanere il medesimo, però, è lo spazio: la merenda sinoira va consumata all’aperto, magari sopra una tavola di legno posta in un cortile o in un giardino, in un fine settimana di svago o in una giornata di festa. Oggi come un tempo, la convivialità del momento è un ingrediente fondamentale: assaporare i cibi in compagnia è sempre una bella occasione! Salumi tipici, pane campagnolo, acciughe al verde, tomini elettrici (accompagnati da peperoncino), giardiniera, insalata russa, peperoni al forno, vitello tonnato formaggi del territorio accompagnati da miele e marmellata, vini locali e persi pien (pesche ripiene). Se una volta la quantità era al primo posto, visto che la priorità era riempire lo stomaco, oggi l’abbondanza va di pari passo con la qualità. Non per questo, però, viene meno lo spirito frugale della merenda sinoira, l’autenticità del ricordo di un’epoca passata, ma mai dimenticata.

Domenica 8 Novembre – Proiezione lungometraggio “Ego Sum Stria”

Domenica 8 Novembre ore 18:00 Proiezione lungometraggio”Ego Sum Stria”

Scritto e diretto da Piercarlo Sala

“Ambientato in una cornice quasi surreale, tra boschi di faggi e castagni nelle incantate valli di Lanzo (To), il film basa il suo racconto sul ritrovamento realmente avvenuto di un grimorio stregato appartenuto ad un abate. Molto ben strutturato, scorrevole ed accattivante, propone spunti curati nei minimi particolari, specie nelle celebrazioni rituali delle streghe dell’epoca. Belli i costumi, le musiche e le danze. Entusiasmanti ed incantevoli le locations. Pur essendo un regista non professionista ed avvalendosi di attori non professionisti, Piercarlo Sala ha saputo evidenziare con maestria uno scenario decisamente credibile. Consigliato”
Udo Blasenbunsen

A seguire dalle 19:30 Merenda sinoira a €15

Rito civile nelle valli di lanzo

Dante, nel De vulgari eloquentia, chiama la lingua italiana la lingua del sì.
Questa piccola particella affermativa dischiude una scelta importante nella vita di ciascuno di noi.
Se pensiamo a quante parole lunghe e difficili usiamo per comunicare, queste due lettere vicine compongono una parola di adesione, di consenso che potrà cambiare la nostra vita per sempre. Se pensiamo ad un giorno, che trasformerà la nostra vita in modo radicale, é sicuramente il giorno del sì! Il matrimonio, la giornata perfetta che tutti attendiamo, affermiamo con convinzione si, si ad una vita insieme, si di fronte a parenti e amici, si per sempre.
Dunque l’obiettivo è rendere perfetto il giorno del nostro si. E cosa c’è di meglio che pronunciare questo suono in una cornice bucolica, da Alice nel Paese delle meraviglie, immersi in un vasto parco verde, tra fiori e piante con alle spalle le montagne e a valle la magnifica Torino? No, non é un sogno!

L’hotel Italia può esaudire il vostro desiderio. Se sognate di condividere il vostro sì, con rito civile nelle Valli di Lanzo, al fresco dalla calura cittadina, tra i profumi di fiori e piante, degustando prodotti di alta qualità cucinati con esperienza e maestria, nella cordialità e professionalità di un personale attento, questo é il posto che fa per voi.

La cerimonia civile può essere svolta in giardino oppure all’interno della struttura, in un’area dedicata con apposito allestimento. Un ricevimento in stile shabby chic saprà disarmare i vostri parenti e amici.
Il cammino verso il vostro sì potrà essere accompagnato non solo dalla musica che avete scelto ma anche dal cinguettio degli uccelli che cantano a festa per voi proprio come in una fiaba. I vostri capelli potranno essere accarezzati dalla leggera brezza della Valle mentre i paggetti lanciano petali di fiori. Gli invitati rimarranno estasiati dalla bellezza che circonda il vostro si, potranno condividere il vostro giorno più bello in tutta tranquillità, senza spostamenti, godendosi panorama e buon cibo.
Tutto sarà a vostra disposizione, lì per voi, per soddisfare ogni vostro desiderio. Non dovrete fare più di un passo per trovare il giusto luogo per le foto, ogni singolo scatto dalla cerimonia al banchetto, sarà incorniciata dal verde della struttura.
Con molta elasticità potrete scegliere di degustare il vostro menù nel sontuoso giardino o all’interno della struttura. E se i brindisi di fronte alla maestosa vista della città di Torino vi hanno dato un po’ alla testa le camere dell’hotel, deliziosamente arredate, saranno un nido perfetto per la vostra prima notte di nozze. Un rito civile da fiaba nelle Valli di Lanzo vi attende, dite si al vostro sogno, dite si per l’inizio di una vita piena d’amore. Il giorno del vostro si sarà unico e perfetto tra gli applausi dei vostri amici e parenti che diranno si con voi tra sorrisi, lacrime e felicità dipinta sui volti.

Un pomeriggio un po’ diverso…

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Con estrema gioia pubblichiamo una “recensione” ricevuta da un gruppetto di villeggianti. Grazie a voi, è stato un vero piacere!

Sì! Siamo proprio noi, un gruppetto di villeggianti dell’Hotel Italia; ci è stato proposto un pomeriggio di passeggiata (ben inteso, in auto) a Monastero di Lanzo e Chiaves.
Siamo state accolte dal Sig. Domenico che ci ha fatto da cicerone per tutto il tempo dell’escursione, illustrandoci con amabile garbo le bellezze del territorio.
Per prima la parrocchia di Monastero dedicata a santa Anastasia, risalente al 1626 con campanile romanico; a seguire, una passeggiata tra le caratteristiche case in pietra e balconi in legno, quasi tutte ristrutturate, una vera meraviglia.
Proseguiamo per Chiaves….stupore!! Viottoli, tutti rifatti in pietra come le case anche qui ristrutturate. Entriamo in una di queste e visitiamo una interessante mostra di archeologia e fotografia del fine 1800, che ci fa ricordare i nostri nonni emigrati in Argentina e Stati Uniti.
Al piano superiore una curiosa illustrazione fotografica di pietre e massi “menir” delle valli di Lanzo e del canavese di epoca preistorica – celtica.
Proseguiamo con la passeggiata lungo le caratteristiche chintane, ed ecco la vera chicca: una mostra di abiti e costumi storici di tutte le valli di Lanzo, esposti con cura e attenzione ai dettagli per far apprezzare i tessuti e l’abilità nel confezionarli in ogni piccolo particolare.
Una meraviglia per noi donne!!!
Le lancette dell’orologio scorrono e alzati gli occhi, ci ritroviamo nella suggestiva piazza di Chiaves che conduce alla parrocchiale. Anche qui il contesto è grazioso e interessante come gli 84 gradini che ci fanno salire alla chiesa dedicata alla Madonna della neve, in stile romanico.
Giunte in cima, ci ritroviamo sullo spartiacque delle due vallate, Tesso e Val Grande, godendo per il poco tempo rimanente, della fresca brezza montana che ci ha accompagnato per tutta la gita.
Sono quasi le otto di sera ed è ora di far ritorno in quel di Coassolo….le ridenti colline ci aspettano.
Il gruppetto di villeggianti ringrazia tutti coloro che hanno reso speciale “un pomeriggio un po’ diverso”.

Coassolo T.se – Hotel Italia 05 agosto 2015

6° Festival Internazionale di Folklore – CHIAVES – Sabato 11 Luglio

Questa settimana si entra nel vivo dell’estate a Chiaves e Monastero…

Sabato 11 Luglio

Ore 19: Distribuzione della Pulenta Cunsa
Ore 21,15: Esibizione del Gruppo Folk  “Sounds of Africa” di Nairobi (Kenia).
I danzatori africani verranno accolti del gruppo in costume di Sant’Ignazio diretto da Nicoletta Rodes.

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Il Salame di Turgia – I sapori antichi della tradizione piemontese

Salame-di-Turgia-940x626Il salame di turgia

Protagonista del Paniere dei prodotti tipici piemontesi è El salam ed Turgia insaccato tipico delle Valli di Lanzo e del Basso Canavese. Patrimonio della cultura gastronomica della zona, legato alle tradizioni del territorio il salame di Turgia è un prodotto che non va trascurato.

Si muove nella direzione del “mangiar bene” ed è ricercato da consumatori consapevoli e attenti che mettono in tavola prodotti non solo di qualità ma che possiedono una forte identità.

Ma cos’è il salame di Turgia?

La tecnica dell’insaccato, nata per i maiali ha rappresentato per secoli il metodo di conservazione più efficace per le carni e si è estesa in Piemonte anche per altri animali. Nelle valli di Lanzo è nato questo prodotto preparato con la carne di vacca da latte che non ha avuto vitelli, quindi improduttiva. Infatti Turgia, in piemontese, è la vacca ormai giunta alla fine della sua carriera produttiva oppure una vacca da latte che non ha partorito vitelli.

Questo è sicuramente un piatto povero ma ricco di gusto dal sapore un po’ retrò che riporta alla produzione artigianale non di massa.

E’ un prodotto che sprigiona la passione e la tenacia di certi artigiani che hanno conservato uno stile di vita slow recandosi direttamente nelle cascine per cercare i capi adatti alla macellazione. Nelle Valli di Lanzo è ancora possibile trovare alcuni volenterosi che insaccano El salam ed Turgia nei loro laboratori nel rispetto della lavorazione tradizionale. Oltre alla materia prima cioè la carne di bovino reperibile sul territorio già alcuni secoli fa in questi salami erano presenti anche degli ingredienti che tutt’ora caratterizzano il sapore ovvero l’aglio e le spezie. Le spezie erano sicuramente presenti sul territorio piemontese anche nel passato, e l’aglio, ortaggio dalle virtù stimolanti, digestive e antisettiche era certamente utilizzato abbondantemente nei piatti della tradizione.

Il salame di Turgia attualmente è un piatto tipico destinato ad essere più antipasto che piatto principale, ma servito su crostoni di pane caldo o cucinato con ricette della tradizione più elaborate risulta essere una prelibatezza che trasporta la sua ferma identità sulle tavole di oggi.

La Sindone nelle Valli di Lanzo

In occasione dell’Ostensione del Sacro Telo nel Duomo di Torino, che terminerà il 24 giugno ricorrenza di Don Bosco, Santo piemontese per eccellenza, non si può dimenticare come questo Sudario avvolto da fascino e mistero, sia arrivato fin qui.

Ebbene sì, le nostre Valli di Lanzo sono state interessate dal passaggio della Sindone nello spostamento da Chambery a Torino.

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Del suo cammino abbiamo testimonianza nei diversi affreschi conservati tra queste valli. Il tema iconografico ricorreva molto in queste zone, flagellate da carestie e pestilenze. La Sindone divenne una delle principali figure sacre poste a difesa dei luoghi abitati a protezione della casa e dell’intera comunità dal contagio. In tutto il Piemonte, le immagini della Sindone si diffusero in modo capillare per poter essere intese come ostensione stabile. Così l’uomo di borgata, troppo lontano dalla vera Sindone, poteva realizzare il proprio bisogno di sacro non troppo lontano da casa.

Nella frazione di Voragno, la cappella dei Santi Fabiano e Sebastiano ospita quattro affreschi datati tra il 1535 e 1541 in cui si distingue un’Ostensione solenne per ricordare il passaggio della Sindone in Val d’Ala nel 1535. Probabilmente i pittori provenienti dal vercellese sono gli autori di un ciclo di affreschi presenti nelle cappelle delle valli. A Balme, di fronte al Rociass, la cappella della Sindone ha forse ospitato il sacro telo in occasione dell’ostensione del 1535.

Il museo civico Tazzetti di Usseglio, propone una rassegna fotografica sul viaggio della Sindone da Chambery a Torino, attraverso le Valli di Lanzo. L’esposizione propone una raccolta di immagini delle testimonianze figurative sindoniche (ex voto, affreschi, dipinti e altri manufatti) e offre la possibilità di conoscere il ricco patrimonio valligiano di raffigurazioni del Sacro Lino.

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