Piemonte: la terra dei vini

Con i suoi 45.000 ettari di vigneti, il Piemonte vanta 44 vini DOC e 12 DOCG, equivalente all’80 % della produzione in Italia.

I vini Piemontesi vengono principalmente prodotti in collina, ma esistono vigneti anche nelle fasce alpine e prealpine.
In questa regione inoltre nasce un vino importantissimo, lo spumante, il protagonista per eccellenza delle serate e degli eventi importanti.
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L’antichissima pianta della vite arriva tra miti e leggende dal Caucaso, per poi essere portata dai Fenici in tutto il Mediterraneo e successivamente diffusa dai Greci e dai Romani.
Non è chiaro se in Italia esistesse una vite o se furono proprio i Fenici a portarla qui, però senza dubbio l’habitat e il clima sono stati favorevoli alla coltivazione di queste meravigliose piante. Grazie a queste coltivazioni, il Piemontese oggi vanta un’ incredibile quantità di vini unici, che stanno alla base del patrimonio vitivinicolo del nostro paese.
L’origine morenico-alluvionale di queste colline, generate milioni di anni da fa dal mare, le rende diverse l’una all’altra e quindi con una ricchezza di cru e di caratteristiche organolettiche uniche nel loro genere.
Ad influire moltissimo è anche il microclima delle Alpi, Appennini, le umide pianure e le escursioni termiche.

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Le aree di maggiore produzione sono due: le Langhe, il Monferrato e il Roero, (comprendenti le province di Asti, Alessandria e Cuneo) e il Canavese, le Coste della Sesia e le Colline novaresi (comprendenti le province d Biella, Novara, Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola)

La zona delle Langhe è senza dubbio quella più importante. Il nome deriva dal dialetto del posto: le “langhe” sono infatti le creste delle colline. Questo paesaggio è caratterizzato da immense distese di vigneti, e in cima a numerose colline sono presenti castelli, antiche fortezze e borghi medioevali.
Qui vengono coltivati i celebri vini che ritroviamo sulle nostre tavole ed accompagnano in maniera eccellente i nostri pasti, come ad esempio il Barbera, il Dolcetto, il Moscato e il Nebbiolo.

Nella zona del Monferrato vengono prodotti vini altrettanto importanti, consumati in tutta Italia e nel mondo. Qui le colline, in parte coltivate e in parte boscose, trovano un terreno calcareo e sabbioso. Recentemente il paesaggio di Langhe, Roero e Monferrato è stato recentemente proclamato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Il Canavese è una terra ricca di vitigni autoctoni, tra cui spiccano certamente il Nebbiolo, il Caluso e il Carema. Tre vitigni diversi di origine controllata e garantita (DOCG) che danno vita a vini e spumanti dal sapore deciso e fruttato.
Il Ristorante Berta presso l’ Hotel Italia a Coassolo predilige la somministrazione di vino locale, genuino e a km zero, per offrire ai propri ospiti solo il meglio che questo territorio ha da offrire.

Un’idea per un gita fuori porta, in cui poter vivere i sapori, i profumi e i colori di questi luoghi è la Strada Reale dei vini torinesi.
E’ un percorso lungo 600 km che si snoda attraverso il Canavese, la Collina Torinese, il  Pinerolese e la Val Susa.

Il Ponte del Diavolo a Lanzo: storia e leggenda

A Lanzo, a pochi chilometri da Torino, si trova l’antichissimo e famoso Ponte del Diavolo.

Fu costruito nel 1378 per collegare il piccolo borgo di Lanzo alla città di Torino. Fu eretto perché per i Savoia era necessaria una strada alternativa per arrivare in città senza dover necessariamente passare in territori ostili, oltre che per facilitare gli scambi commerciali e turistici. I Savoia infatti erano in conflitto con i princi d’Acaja (che governavano su Mathi, Balangero e Villanova) e con i marchesi del Monferrato (che governavano su Corio).
Furono molti i disagi, il ponte non ne voleva sapere di stare in piedi: tra bufere improvvise e fulmini, crollò diverse volte.
Il costo per la costruzione fu talmente elevato che la castellania di Lanzo impose una tassa sul vino per anni.Ma il risultato è ancora ben visibile ancora oggi. Si tratta di una struttura a schiena d’asino alta 16 metri e lunga 65, collocata in una stretta gola scavata dal fiume Stura in tempi antichissimi.
Nell’anno 1564 fu costruita una porta al centro del ponte per per preservare il borgo dalle epidemie di peste e salvaguardare la salute degli abitanti.
Quello che rimane di questa porta oggi è un arco al centro del ponte

https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_del_Diavolo_(Lanzo_Torinese)

https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_del_Diavolo_(Lanzo_Torinese)

Dietro al Ponte del Diavolo esiste un’antica leggenda.

Si narra che il Diavolo, assistendo a questi continui incidenti di costruzione, propose di costruire lui stesso il ponte. Ma a una condizione: lo avrebbe costruito in cambio dell’anima del primo che lo avrebbe attraversato. Gli abitanti accettarono e così il ponte fu eretto.
Il giorno dello scambio non si presentò nessun cittadino, anzi , fecero attraversare il ponte a un cagnolino. Visto ciò il Diavolo si adirò e pestò pesantemente le zampe sulle rocce, formando dei solchi visibili dietro la Cappella di San Rocco, locato all’imbocco del ponte sul lato Lanzese.

http://www.piemonteparchi.it/cms/index.php/parchi-piemontesi/item/408-visitare-il-ponte-del-diavolo

http://www.piemonteparchi.it/cms/index.php/parchi-piemontesi/item/408-visitare-il-ponte-del-diavolo

Questi solchi sono chiamati “Marmitte dei Giganti”, e sono in realtà dei fenomeni geologici dovuti all’erosione della pietra in seguito all’azione vorticosa dell’acqua.
Nel Parco nazionale del Ponte del Diavolo è facile notare “Marmitte” di diverse dimensioni. Quasi tutti i solchi sono ormai all’asciutto a parte la “Marmitta Grande”, in parte immersa nell’acqua e quindi ancora soggetta ai fenomeni di erosione. Un’altra leggenda narra inoltre che le Marmitte dei Giganti” siano state le pentole in cui il Diavolo ha cucinato la minestra per i suoi aiutanti durante costruzione del Ponte del Diavolo.

Tra le varie strutture nei dintorni del Ponte del Diavolo, l’Hotel Italia a Coassolo è il luogo perfetto in cui poter soggiornare o assaporare piatti tipici della tradizione.

La storia del Santuario di Sant’Ignazio

Addentrandosi nel cuore delle Valli di Lanzo, è impossibile non rimanere colpiti dalla struttura che pian piano si rende ben visibile davanti ai nostri occhi: il maestoso Santuario di Sant’Ignazio

Questo luogo sacro è stato eretto sulla sommità del Monte Bastia a Pessinetto, tra il 1628 e il 1635, ed è dedicato a Sant’ Ignazio di Loyola.

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Si narra che nel 1626 la zona fu infestata dai lupi, che seminarono il terrore tra gli abitanti, ed uccisero alcuni animali e addirittura dei bambini. A seguito di questi terribili eventi, i cittadini invocarono e dedicarono funzioni religiose a Sant’ Ignazio. Miracolosamente i lupi abbandonarono la zona e non si fecero più vedere.

Così i cittadini in segno di ringraziamento chiamarono tutti i primogeniti con il nome del Santo, e promisero di costruire una chiesa in suo onore.
Qualche anno più avanti, nel 1629, il Santo apparve a una giovane contadina e suo marito proprio sul Monte Bastia.
Gli abitanti allora iniziarono a costruire una chiesa proprio lì.

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In un manoscritto è riportato che la primissima pietra fu posata dalla “Serenissima Pincipessa” Margherita di Savoia.
Dal 1630 al 1632 i lavori di edificazione furono sospesi a causa dell’ epidemia di peste che colpì la zona.

Presto la chiesa risultava essere troppo piccola per tutti i pellegrini che si recavano in questo luogo sacro, allora i cittadini donarono nel 1673 la punta del Monte Bastia ai Gesuiti, speranzosi che vi avrebbero costruito qualcosa di speciale.
E così fu. Sul monte fu eretto il santuario in fondo al quale ancora oggi si può vedere la vetta del Monte Bastia che spunta per ben cinque metri.

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La vetta del Monte Bastia

Il santuario oggi è un importante luogo di devozione, ma è principalmente utilizzato come casa per esercizi spirituali rivolti principalmente al clero torinese.
In questo luogo sacro infatti transitarono molte persone religiose importanti come S.Giovanni Bosco, S.Giuseppe Cafasso, S.Leonardo Murialdo, il Beato Giuseppe Allemanno.

Salendo verso il Santuario dalla sottostante frazione Tortore, si giunge a un grosso piazzale da cui su gode di una vista mozzafiato sulle Valli di Viù, Val d’Ala e Val Grande.
Il 31 luglio ogni anno si celebra la festa di Sant’Ignazio con pranzi, brani musicali e processioni.

L’ Hotel Italia a Coassolo è il punto di riferimento ideale per partire alla scoperta di questi luoghi ricchi di storia, immersi nel verde rigoglioso delle Valli di Lanzo.

La 101esima edizione del Giro d’Italia attraverserà il Canavese.

L’edizione del Giro d’Italia 2018 sarà molto speciale.

Non solo perché la partenza prevista per il 4 maggio sarà da Gerusalemme, ma anche perché toccherà molto da vicino il Canavese e le Valli di Lanzo.

Il prossimo venerdì 25 maggio, durante la 19° tappa del Giro d’Italia, il gruppo di ciclisti professionisti in rosa attraverserà il centro di Lanzo a mezzogiorno e un quarto.

Un’ottima occasione per la città, il Giro sarà infatti seguito da milioni di persone in tutta Italia.
Sono stati già contattati dal comune diverse associazioni, scuole e amministrazioni limitrofe al fine di allestire al meglio delle coreografie che addobberanno Lanzo durante questo gran giorno.
Naturalmente ci saranno anche delle azioni di bonifica e messa in sicurezza stradale.

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La 19° tappa, lunga 184 chilometri, partirà da Venaria, dal Parco della Mandria.
Gli atleti attraverseranno la direttissima che porta nelle Valli di Lanzo, attraverseranno Robassomero e il ponte della Stura, entreranno successivamente a Lanzo, per poi scendere al Colombaro e tagliare il centro di Germagnano. Arrampicandosi lungo i tornanti della Valle di Viù, arriveranno fino al Col del Lys e scenderanno quindi in Val Susa, dove successivamente affronteranno la salita verso il Colle delle Finestre fino ad arrivare alla destinazione finale della tappa, Jafferau, a Bardonecchia.
Le strade saranno chiuse già due ore prima del passaggio degli atleti.

Il giorno seguente, il 26 maggio, gli atleti torneranno a transitare nel nostro territorio nella tappa successiva, la Susa-Cervinia, toccando di nuovo Robassomero per poi procedere verso Ciriè e Favria. L’ultima volta che il Giro d’ Italia attraversò il Ciriacese fu nel 2013.
La 101esima edizione si concluderà poi il 27 maggio a Roma.

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http://www.giroditalia.it/it/tappa/tappa-19-2018/

 

…Un po’ di storia

Il 7 agosto 1908 La Gazzetta dello Sport annunciava che presto avrebbe organizzato il “Giro d’Italia”, un evento che aspirava a diventare “una delle prove più ambite di ciclismo internazionale”.
Così, il 13 maggio 1909 partì la prima gara ufficiale, lunga 2,447 km e divisa in otto tappe.
Il vincitore di questa primissima edizione fu Luigi Ganna
Dopo il grande successo del primo anno, si decise di replicare la gara negli anni a seguire fino ad oggi, con un aumento significativo delle tappe e quindi del chilometraggio di gara.

Valli di Lanzo: storia, curiosità e prodotti tipici

Le Valli di Lanzo sono un posto affascinante e ricco di storia.

Moltissimo tempo fa, nella Valli di Lanzo si insediarono i Graiceli, una popolazione di origine ligure. Grazie alla romanizzazione, fu sistemata un strada che collegava Augusta Taurinorum ai valichi dell’Autaret e dell’Arnas, in Val di Viù.

Le Valli venivano chiamate “Mategasche” durante in periodo medioevale, da qui nacque l’origine del nome del paese di Mathi.
In questo periodo si estendeva la signoria del vescovo di Torino, nel mentre i Savoia fecero ingresso a Caselle e Ciriè, e si impadronirono delle valli dopo il XII secolo.
La popolazione delle Valli di Lanzo crebbe notevolmente tra settecento e ottocento, fino ad arrivare ad un picco demografico nel XIX secolo.
strade
Nel corso del XX secolo, però, i comuni delle valli iniziarono a perdere addirittura fino al 70% della loro popolazione, che si trasferirono all’estero o nei grandi centri industriali in cerca di fortuna.
Questo calo demografico comportò la soppressione di diversi comuni.
Infatti, le numerose frazioni presenti nelle Valli di lanzo, un tempo erano comuni autonomi.

Le Valli di Lanzo furono collegate alla città di Torino dalla fine del XIX secolo tramite la ferrovia Torino – Ceres. Questa fu la prima tratta ferroviaria d’Europa alimentata con corrente continua ad alta tensione .
Verso l’inizio del  XX secolo, nelle Valli Lanzo ci fu una grossa crescita del turismo, soprattutto in estate. Le famiglie agiate di Torino infatti trascorrevano le loro vacanze al fresco nelle valli.

Prodotti tipici

Nel 1679 il medico lanzo Teobaldo Pecchio, insieme al panettiere Antonio Brunero, diedero vita al “ghersin”, che successivamente si diffuse col nome di grissino. Aiutato da Brunero, Pecchio volle creare un pane molto sottile e croccante, per curare l’ inappetenza di Vittorio Amedeo II di Savoia. Questa ricetta è commemorata a Lanzo da una targa posta all’ esterno della casa dove un tempo viveva Pecchio. La ricetta si è poi diffusa in tutto il mondo, nonostante non venga ricordata l’ origine lanzese.
ghersin
Un altro prodotto tipico sono i Torcetti di Lanzo. Considerati una variante dolce dei grissini, sono dei biscotti al burro composti da una striscia di pasta, arrotolata e fatta caramellare in superficie. Fanno parte del Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino, ovvero una raccolta di prodotti locali artigianali con tradizione storica e contenenti materie prime locali.
La Toma di Lanzo è un formaggio prodotto negli alpeggi e nei pascoli delle valli, di latte vaccino intero e crudo. Una volta inserito nelle forme viene pressato e fatto stagionare almeno 60 giorni, per poi dare vita a un prodotto artigianale e gustoso.
Per finire in bellezza, tra i prodotti tipici bisogna ancora citare il Salame di Turgia, è un salame morbido ottenuto da carni di vacche adulte (turge, in piemontese) con l’aggiunta di lardo, pepe e spezie. E’ ottimo consumato crudo grazie alla sua caratteristica morbidezza.
Se non siete mai stati in queste valli, e questi racconti hanno stuzzicato la vostra curiosità, esistono varie strutture nelle quali poter trascorrere un piacevole soggiorno, tra i quali l’Hotel Italia a Coassolo. Qui vengono prodotti artigianalmente diversi prodotti, come l’Amaro di Coassolo, il pane e i grissini.

Valle Tesso e Coassolo: un pò di storia

Le Valli di Lanzo attraversano il cuore della catena alpina, si trovano a Nord-Ovest di Torino e si dividono in quattro vallate: Valle di Viù a sud, la Val d’Ala nel centro, la Val Grande a nord e la Valle Tesso e Malone nella Bassa Valle.

La Valle Tesso, in particolare si distingue per essere un vero parco naturale, percorrendo a piedi i sentieri, soprattutto al mattino presto, non è raro incontrare caprioli, camosci, volpi, tassi e magari anche qualche traccia di lupi.

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Tra le località dalle molteplici tradizioni, troviamo Coassolo.
In questo territorio erano in funzione 13 canali irrigui artificiali principali, le “roye”, che, grazie a deviazioni secondarie, alimentavano i lavatoi e assicuravano il necessario contributo idrico a prati, pascoli e frutteti.
Tutto ciò favorì a incrementare in particolare la coltivazione delle mele, uno dei pochi beni commerciali ad uscire dai confini nazionali.
Venivano coltivati anche ortaggi o cereali; per questo Coassolo si distingue per i suoi numerosi mulini presenti lungo il torrente Tesso.

Gli abitanti di Coassolo così si producevano autonomamente farine di ogni tipo.
Ancora oggi nell’edificio più grande del “Mulino d’barot” si vedono le macine usate per la molitura del grano e del granoturco, e in quello più piccolo c’è un torchio per la spremitura delle noci dalle quali si ricavava un olio dal sapore particolare.
Il “Mulin Turcin” è un’ altro importante edificio storico per Coassolo. Prese il nome da Bertetti Giacomo, detto “Turcin”, per via della sua corporatura robusta.
Egli fu l’ultimo mugnaio a lavorare in questo posto, la sua attività principale era la panificazione, che iniziava molto presto al mattino. Inoltre, qui il pane si pesava con una bilancia a mano, costituita da un’asta graduata con contrappesi.

Tra i monumenti più importanti a Coassolo troviamo la chiesa di S. Pietro, la torre campanaria o la chiesa di S. Nicolao, che sorge dove originariamente vi era una chiesa più piccola risalente alla metà del 1500.
La facciata è considerata un monumento nazionale ed è stata ultimata  nel 1750.
Nell’interno, da notare l’organo in tipico stile ottocentesco, l’altare maggiore sovrastato dalla statua lignea di S.Nicolao e la ricostruzione della grotta di Lourdes.

S.-Nicolao

Chiesa di San Nicolao

Tra gli avvenimenti importanti nella storia di Coassolo, ricordiamo il soggiorno di Vittorio Emanuele II presso l’ Hotel Italia. L’ hotel nacque nel 1800, originariamente si chiamava Albergo Italia, posizionato in una valle di passaggio strategica  tra Francia e Italia.
La struttura sorgeva a fianco dell’attuale Hotel, ma nel 1931  il figlio di Antonio, Pietro Berta, costruì una nuova struttura turistica, a fianco della precedente, a cui dette nome Hotel Italia.

All’ hotel Italia le tradizioni di certo non mancano: qui potrete degustare e acquistare l’amaro di Coassolo, preparato artigianalmente secondo l’antica ricetta, a base di erbe e radici nel rispetto della flora alpina piemontese.

Amaro Coassolo

Amaro Coassolo

I panorami più belli a due passi da casa e i residence nelle Valli di Lanzo da cui osservarli

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Fonte immagine: http://www.boorp.com/sfondi_gratis_desktop_pc/sfondo_paesaggi_autunno_montagna_gratis.php

L’autunno è per definizione una delle stagioni più belle, se non la migliore in assoluto, per compiere delle belle passeggiate all’aperto. In quanto a clima, altre stagioni sono sicuramente più indicate, ci sono pochissima dubbi a riguardo, ma per quanto riguarda i colori della natura i mesi autunnali sono quelli che restano più impressi negli occhi e nel cuore. Scenari naturali unici, con colorazioni spettacolari, sono pronti ad accoglierci per portarci per qualche ora in un mondo incantato: i cammini e i sentieri sono meno frequentati rispetto ad altre stagioni dell’anno e questo permette di godersi i panorami con ancor maggior tranquillità e piacere.

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Fonte immagine: http://www.ortobotanico.unina.it/OBN4/5_Manifestazioni/Festaalbero%202016.htm

Camminare in autunno può essere considerata una meravigliosa esperienza sia per gli occhi che per il nostro spirito e negli ultimi anni è andata via via consolidandosi una disciplina particolare, denominata “osservazione del foliage”. In che cosa consiste? E’ presto detto: significa organizzare escursioni in zone prestabilite in cui poter osservare da vicino la colorazione delle foglie e la loro caduta.
Le Valli di Lanzo si prestano eccome nei mesi autunnali per questo tipo di escursioni e per lunghe passeggiate all’aria aperta: a due passi da casa ci attendono panorami mozzafiato e l’Hotel Italia di Coassolo Torinese è un punto di partenza strategico per la scoperta di questa parte di territorio tutta da scoprire e da conoscere.

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Fonte immagine: https://www.hotelallanave.it/it/news/lautunno-in-trentino-scopri-lincanto-dei-colori

Per tutti coloro che vogliono vivere la vacanza in modo indipendente, senza alcun vincolo di orario, il residence di via Capoluogo 188 è la scelta ideale. Da qui, infatti, i turisti possono raggiungere in breve tempo tanti percorsi naturalistici, immergendosi nella magia dell’autunno. Tra i più indicati per la non eccessiva altitudine, fattore importante in questo preciso periodo dell’anno, l’itinerario escursionistico al Pilone delle Frasche (1046 metri sul livello del mare, ndr), privo di difficoltà tecniche. Qui, troverete uno stupendo punto panoramico: l’orizzonte spazia sulle Alpi dal Monviso alle Levanne, sulla pianura del Po, sul Monferrato fino all’Appennino, regalando paesaggi mozzafiato.

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Fonte immagine: https://maranoeyecare.com/2016/09/fall-allergies-in-nj/

A regalare ampi e stupendi panorami è anche la salita a Punta Prarosso (1497 metri), località raggiungibile comodamente in un’ora e mezza circa di camminata con partenza da Saccona. Un altro percorso naturalistico privo di difficoltà, ma che è in grado di stupirci per la bellezza dei paesaggi incontrati sul cammino.
Discorso simile, infine, va fatto per il percorso che conduce al santuario di Marsaglia (1300 metri). L’itinerario si sviluppa in un bel bosco e offre interessanti scorci sulla Valle del Tesso e sulla pianura.

Valli di Lanzo: i percorsi che non ti aspetti nei tuoi soggiorni brevi nel torinese

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Fonte immagine: https://pixabay.com/it/boschi-percorso-nebbioso-2023264/

Il torinese e, in particolar modo, le Valli di Lanzo sono territori che si prestano favorevolmente a soggiorni brevi. Il perché è presto detto: sono luoghi ideali in cui compiere lunghe passeggiate all’aria aperta, immersi nella natura. Sono tanti i percorsi allestiti, naturalistici in primis, ma non solo: non mancano le opportunità culturali e artistiche. Soprattutto, ciò che più conta, è che questi percorsi non presentano grandi dislivelli e sono quindi accessibili a tutti, senza alcun distinguo.
Nella Val d’Ala e nella Val Grande, ad esempio, lungo la Stura sono percorribili due sentieri “Sport e Natura” che collegano i vari paesi circostanti per un tratto di oltre dieci chilometri e presentano entrambi una particolarità: una volta terminati questi percorsi, se non si vuole camminare a ritroso, si può comodamente salire su un mezzo pubblico e far ritorno alla partenza senza faticare ulteriormente.

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Spostando l’attenzione su Ala di Stura, a spiccare è la presenza di sette itinerari che raggiungono le varie borgate, immergendo i turisti in un viaggio nel tempo caratterizzato dal relax e dalla tranquillità: in questi territori, la fretta non è di casa e il tempo è scandito da decine di orologi solari, che rendono unici questi luoghi insieme ad incisioni rupestri e affreschi. Non è tutto: è possibile seguire percorsi tematici per rendersi conto con i propri occhi di come il turismo in queste valli abbia modificato l’architettura locale, in particolar modo negli ultimi due secoli, puntando prima su armoniose ville, poi su caratteristici chalet di montagna e, più recentemente, su palazzine in stile liberty.

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A Balme e nei boschi circostanti, i più curiosi non possono perdersi per alcuna ragione al mondo l’insieme di sculture lignee realizzate da una scuola di scultori del capoluogo piemontese che è conosciuta come la “Foresta di Sherwood”, nome che deriva dalla foresta inglese celebre per le imprese dei personaggi principali della leggenda di Robin Hood. Per non parlare degli ecomusei aperti per i visitatori: luoghi speciali in cui sono custoditi gli oggetti della vita quotidiana degli abitanti delle zone montane. Dai pastori ai fornai, passando per le guide alpine: si possono in questo modo scoprire e visitare le “chintane”, le “airette” e le borgate, autentici scorci di vita.

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Fonte immagine: https://pixabay.com/it/foresta-boschi-alberi-registro-2619127/

Tra i soggiorni brevi nel torinese consigliabili, c’è sicuramente anche la visita alla miniera Brunetta in Val Grande, una miniera di talco immersa nei boschi, nella quale per alcuni minuti ci si potrà immedesimare nei minatori che in passato hanno popolato queste valli e si potranno conoscere meglio i tanti minerali presenti nella zona.
Infine, se siete amanti della natura, dei suoi rumori e dei suoi colori, non mancano nelle Valli di Lanzo numerosi sentieri da percorrere in solitaria ed in buona compagnia, fermandosi di tanto in tanto a leggere le informazioni presenti nelle apposite bacheche per scoprire tutto, ma proprio tutto, ciò che di interessante custodiscono gelosamente questi percorsi naturalistici ricchi di fascino.

Meeting a Torino sulla sinergia tra le vallate: chi sono i nostri “vicini di casa”?

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Fonte Immagine: http://www.guidatorino.com/visite-guidate-torino-tour/

Torino, oltre che essere il capoluogo del Piemonte, è il cuore pulsante della regione. Le meraviglie della città sono conosciute in tutto il mondo: dalla Mole Antonelliana al Parco del Valentino, da Palazzo Reale al Duomo, dal Parco del Valentino ai Giardini Reali, da piazza Vittorio Veneto alle più centrali Piazza Castello e Piazza San Carlo, per non parlare della Reggia di Venaria Reale o della Basilica di Superga, spostandosi solo di qualche chilometro. Oltre a queste bellezze, Torino è conosciuta per molto altro: dal Museo Egizio, invidiato da tutto il mondo, al Lingotto, centro multifunzionale assai conosciuto per i suoi eventi culturali e commerciali, senza tralasciare il Museo del Cinema o Palazzo Reale.

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Fonte immagine: http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=1388

Congressi e meeting a Torino si susseguono senza interruzione, richiamando in Piemonte migliaia di persone dall’Italia intera e da tutto il mondo, e sono soprattutto l’occasione propizia per visitare le tante vallate che caratterizzano la città metropolitana di Torino. Uno stupendo mosaico, impreziosito da autentici gioielli paesaggistici tutti da scoprire.

L’Hotel Italia di Coassolo Torinese è inserito nella piccola e caratteristica Valle Tesso, inserita nel più ampio complesso delle Valli di Lanzo, a forte vocazione turistica. In particolar modo nel periodo estivo, sono tante le famiglie o le persone che scelgono la Valle Tesso e le Valli di Lanzo per il loro clima mite, i panorami mozzafiato e la possibilità di passeggiare e rilassarsi immersi nella natura.

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Fonte immagine: https://12alle12.it/impianti-idroelettrici-iren-in-valle-orco-e-soana-dati-sulla-produzione-e-stime-sul-gettito-economico-1421

Andiamo a conoscere meglio proprio queste ultime, tre valli delle Alpi Graie, inserite nel territorio piemontese tra la Valle Orco e la Val di Susa. Le Valli di Lanzo prendono il nome, come è facile intuire, dalla cittadina di Lanzo Torinese e sono solcate da diversi torrenti, che confluiscono nella Stura di Lanzo. Una menzione speciale meritano anche le altre “vicine di casa”: la Valle Orco, che congiunge Pont Canavese al Colle del Nivolet ed è rinomata per i suoi bellissimi laghi, come quello di Ceresole, solo per citare il più conosciuto, e la Val di Susa, la più estesa e popolata di tutto il Piemonte con ben 80 chilometri di lunghezza, sino al confine con la Francia, e oltre 90.000 abitanti.

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Fonte immagine: http://www.italia.it/it/idee-di-viaggio/montagna/la-val-di-susa-e-i-suoi-paesi.html#prettyPhoto[idee_vacanze]/6/

Al giorno d’oggi, è fondamentale la sinergia tra le vallate, ognuna con le sue tradizioni e peculiarità, ma tutte con obiettivi comuni: la valorizzazione del territorio e il potenziamento dell’offerta turistica. Il turismo, infatti, può essere il propulsore dello sviluppo locale in numerose zone montane. Non l’unica soluzione possibile, bensì un’alternativa seria e concreta. Quale strada seguire in quest’ottica? Quesito di non facile soluzione, ma la priorità dev’essere la definizione di una strategia di sviluppo che fluisca dalla cooperazione e dal dialogo tra la popolazione locale e i diversi operatori ed enti interessati.

Conosci la Valle del Tesso? Posti unici nella provincia di Torino

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La Valle Tesso è una piccola vallata che si trova alle porte di Lanzo, inserita nel complesso delle Valli di Lanzo, in provincia di Torino. Il modo migliore per conoscere un territorio è scoprirlo passeggiando e questa valle si presta ottimamente alle camminate, regalando ai visitatori paesaggi e panorami tanto diversi quanto stupendi. La Valle Tesso si estende su una superficie di circa 45 chilometri quadrati, comprende i comuni di Monastero di Lanzo e Coassolo Torinese ed è adagiata fra i due torrenti Tesso e Tessuolo in una verde conca, in posizione soleggiata, oltre che facilmente raggiungibile da Torino. Boschi, prati, pascoli, alpeggi, terrazzamenti, torrenti, creste: non manca davvero nulla. Utilizzando come base di partenza l’Hotel Italia di Coassolo Torinese si possono dedicare molte giornate alla visita di questi luoghi montani. Posti unici, in cui è stata sviluppata una vasta rete di sentieri per favorire la fruizione da parte degli escursionisti e, allo stesso tempo, sfruttare al meglio le risorse offerte dal territorio. Tranquille passeggiate, escursioni in mountain bike e sci alpinismo permettono di raggiungere incantevoli mete naturalistiche, in cui immergersi in assoluto relax.

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Fonte Immagine: https://www.turismovallidilanzo.it/il-territorio/valle-tesso-malone/chiaves_lago_monastero_01/

Nella Valle Tesso si possono identificare tre fasce altitudinali, in cui ritrovare vegetazioni differenti. Nel piano collinare, indicativamente posto tra i 550 e gli 800 metri sul livello del mare, si può ritrovare il bosco misto di latifoglie. Quercia, nocciolo, sambuco, frassino e betulla sono tra le piante più facilmente individuabili. Poco più in su, nel piano montano (800-1500 metri), il bosco lascia via via spazio alla faggeta. Tipici i boschi misti, con aceri, pioppi, betulle e frassini, preparatori ai popolamenti puri del faggio. Infine, il piano alpino (1500-2250 metri) comprende gli arbusteti e i pascoli alpini. In queste zone il castagno è stato ampiamente coltivato, sia per i suoi frutti che per il legname. Lungo alcuni itinerari proposti, si possono trovare bacheche illustrative dedicate ad alcuni alberi, arbusti ed erbe tipici della Valle Tesso.

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Fonte Immagine: https://www.turismovallidilanzo.it/il-territorio/valle-tesso-malone/

Per quanto riguarda le peculiarità di questa vallata, ricoprono un ruolo di primissimo piano i fiori. Si possono trovare sia specie montane sia alpine: per semplificare, si può dividere la Valle Tesso in tre zone; la media e bassa valle, l’alta valle e la zona del lago di Monastero di Lanzo. In basso spiccano primule gialle, anemoni, campanelline, genziane e numerose varietà di silene, mentre più in alto a colpire maggiormente sono rododendri e sassifraghe. Sulle cime che circondano il lago, a catturare lo sguardo sono alcuni esemplari di stelle alpine e raponzoli.

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Fonte Immagine: https://www.turismovallidilanzo.it/trekking/

Un discorso a parte merita la fauna: dagli uccelli come l’astore, la poiana, il gheppio, il gufo, la poiana, il corvo imperiale, la pernice bianca, il picchio e il cuculo, ai mammiferi come talpe, ricci, scoiattoli, ermellini, volpi e lepri, per finire con cinghiali, caprioli e camosci.

La Valle Tesso è un maestoso parco naturale, a pochi chilometri da Torino, con panorami mozzafiato e luoghi imperdibili per tutti coloro che amano la natura e la tranquillità. Non perdete l’occasione di scoprire questa vallata non così nota, ma assolutamente ricca di tradizione e bellezze paesaggistiche.