Erbe spontanee e commestibili: Valerianella e Silene rigonfia

Ci sono erbe commestibili che, oltre a vegetare naturalmente in prati, pascoli e boschi, crescono altrettanto bene negli incolti – anche sabbiosi – e in campi e orti: in tal caso si comportano come infestanti.
Spesso varie specie erbacee si trovano vicino a noi, intorno alle nostre case e comunque in luoghi comodamente raggiungibili; se poi si va “a colpo sicuro”, conoscendo le zone di crescita preferite, si può fare una raccolta abbondante in poco tempo.
E’ buona cosa portare con sé un coltellino, per recidere le parti aeree – sommità fiorite e singoli fiori – senza sradicare la pianta, la quale potrà generare nuove foglie, fiorire, fruttificare e quindi riprodursi.

Valerianella (Valerianella locusta (L.) Laterr., famiglia Caprifoliaceae)

Questa erba annuale, conosciuta anche con i nomi di “songino”, “sarset”, “lattughetta” e “gallinetta”, è coltivata come insalata ma esiste anche allo stato spontaneo: è un esempio di infestante in coltivi, giardini e orti di pianura, collina e montagna (fino a 1400 m); la si può incontrare anche su ripe e sponde dei fossi; preferisce i suoli sabbiosi e in generale drenati. Raggiunge un’altezza di 35 cm; il fusto è eretto e ripetutamente ramificato; i fiori (1,5-2 mm) sono di colore azzurro-chiaro o bianco, compaiono numerosi in aprile-maggio.
La pianta si coglie a inizio primavera (marzo-aprile, a seconda dell’altitudine di crescita), quando si presenta come una rosetta di foglie basali; queste sono di forma spatolata, molto tenere, di sapore dolce e delicato; contengono vitamine (B, C e soprattutto A), potassio, ferro, magnesio, calcio e fosforo. L’impiego ottimale, che permette di sfruttare al meglio tutte le sue valenze nutrizionali e di apprezzare il suo gusto delicato, è quindi cruda in insalata, da sola o mescolata con altre erbe.
Proprietà – E’ diuretica e depurativa, rivitalizzante e digestiva.
1a---Valerianella---rosetta

1c---Valerianella---fiori

Silene rigonfia (Silene vulgaris (Moench) Garcke, famiglia Caryophyllaceae)

Di questa pianta, conosciuta con vari nomi fra i quali ricordiamo “cuiet”, “sciopet”, “strigoli”, “campanelle”, non si hanno informazioni precise su specifiche proprietà officinali; abbiamo però una ricca indicazione su interessanti impieghi in cucina, per cui ci concentreremo su questi ultimi.
Si tratta di un’erba perenne alta 30-50 cm e comune nei prati, pascoli e incolti dalla pianura fino ad altitudini di 1500-2000 m. I fiori sono inconfondibili: dal calice rigonfio e ovoide, ornato di nervature verdastre o più o meno violacee, fuoriesce la corolla bianca, formata da 5 petali suddivisi ciascuno in due lacinie.
Le foglie, carnosette e di colore verde-glauco, sono un ottimo alimento; vanno raccolte prima della fioritura (che avviene da marzo ad agosto a seconda dell’altitudine) e consumate cotte; dal sapore dolce e amarognolo, si prestano a numerosi impieghi: in risotti e minestre, nella farcia per torte salate, cannelloni e ravioli (in generale per la pasta ripiena), in polpette, sformati e frittate, o semplicemente come “verdura cotta”.
Con le foglie di Silene possiamo anche per preparare un sugo per condire la pastasciutta.
In una padella fare soffriggere della cipolla (o porro o scalogno) e aglio tritati, insieme a del prosciutto cotto (o pancetta) a dadini; sfumare con vino bianco secco, aggiungere le foglie (e, volendo, anche un po’ di salsa di pomodoro); far cuocere per qualche minuto, scolare la pasta e farla saltare in padella.
2c---Silene---foglie

2d---Silene---fiori

Nota
Gli utilizzi riportati hanno finalità culturale e informativa; sono basati su nozioni di erboristeria, ricette culinarie e ricerche empiriche, non su studi medici convalidati da esperimenti scientifici. Essi pertanto non sostituiscono cure mediche o assunzione di farmaci. In caso di patologie, allergie e disturbi specifici, consultare sempre il medico curante. Si declina pertanto ogni responsabilità sull’utilizzo delle piante a scopo alimentare e curativo.