Prima del generale spopolamento del territorio montano – avvenuto progressivamente nel corso del XX secolo – la Valle Tesso era piuttosto popolata. A testimoniarlo sono i numerosi manufatti: case, chiese e cappelle, piloni votivi, muretti a secco. Esaminando ciò che rimane delle case, strutture di grande bellezza anche se attualmente sono per lo più abbandonate e diroccate, è possibile descrivere le principali soluzioni architettoniche adottate all’epoca.

Materiali di costruzione

Sono la pietra e il legno locali, disponibili in grande quantità su tutto il territorio e quindi di facile reperibilità; non si riscontrano materiali di provenienza diversa da quella locale, il cui approvvigionamento sarebbe stato comunque impedito da limitate disponibilità economiche e difficoltà di trasporto.
Le pietre, di forma e dimensioni varie, sono state prelevate dalle abbondanti pietraie naturali e dagli appezzamenti destinati alle colture (“spietramento”), i quali venivano così resi più facilmente lavorabili. Tutti gli elementi lignei – travi, mensole, tavole, assi e paleria – sono stati ricavati dai fusti di Castagno, albero che in passato è stato diffusamente coltivato anche per il frutto.
Il suo legno, avendo densità regolare e un basso coefficiente di rigonfiamento-restringimento, è facile da lavorare e mantiene la misura in lavorazione e in opera; avendo inoltre un elevato contenuto in tannini – agenti protettivi contro il marciume – è durevole e resistente all’umidità: è un materiale molto adatto per l’impiego esterno come legno strutturale.

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Elementi architettonici

Sono in generale costanti nella tipologia, eccezion fatta per alcuni casi particolari.
Muri – Sono in pietra e malta di terra: l’impiego della malta come legante e riempitivo degli spazi vuoti fra le pietre, realizzando un elevato grado di coesione dei vari elementi, ha dato grande stabilità alle strutture verticali. Nella maggioranza dei casi, i muri sono le parti strutturali meglio conservate.
Tetto – Generalmente presenta: due falde (con pendenza di 30-35°), struttura portante a travi e travetti, e manto di copertura in “lose”, ovvero in lastre di pietra.

Le travi portanti, realizzate con tronchi semplicemente scortecciati o più raramente squadrati, sono parallele fra loro e distinte, dall’alto verso il basso, in:

  • trave di colmo (diametro compreso fra 20 e 40 cm; è posta alla sommità e poggia per le sue estremità sul muro dei due frontoni laterali della casa);
  • terzere (travi mediane, con appoggio analogo alla trave di colmo);
  • dormienti (appoggiano sul muro per tutta la loro lunghezza).

Sulle travi poggiano i travetti, disposti perpendicolarmente alle travi, e spesso sporgenti oltre la muratura perimetrale per realizzare una copertura aggettante, spesso più pronunciata in corrispondenza degli ingressi e dei ballatoi.
Le lose sono state posate parzialmente sovrapposte (embricate) per impedire infiltrazioni dell’acqua piovana: ciascuna lastra ha dunque pendenza inferiore a quella del tetto, poggiando a monte sui travetti, a valle su una o più lose sottostanti.

Solai – Sono stati realizzati in legno adottando l’orditura semplice: travi parallele al lato minore del vano e inserite nei muri, sulle quali poggia il pavimento in tavoloni spessi 3-5 cm. Raramente per ambienti di maggiori dimensioni è stata adottata l’orditura doppia: travi principali sulle quali poggiano travi secondarie – disposte perpendicolarmente alle prime – che reggono le tavole. Il pavimento di cantine e locali di abitazione al piano terreno è in terra battuta o tavolato ligneo, quello dei locali sopraelevati e dei ballatoi è in tavolato.

Porte e finestre – La soluzione più adottata per sostenere la muratura sovrastante le aperture è l’architrave in legno, realizzato con una trave (anche 2-3 travi accostate per coprire l’intero spessore del muro) spesso lavorata a sezione rettangolare (esempi di misure della sezione: altezza 17 cm, larghezza 20 cm), inserita nella muratura. Le finestre, di dimensioni generalmente ridotte, sono presenti per lo più solo nel vano abitazione.
La porta d’ingresso, realizzata con spesse tavole inchiodate fra loro, è normalmente a un battente.

Balconi e ballatoi – Realizzati con una serie di mensole (diametro 12-15 cm) che sorreggono un pavimento di tavole, e con montanti verticali vincolati all’orditura del tetto. Ai montanti sono inchiodati tavole o listelli orizzontali di parapetto. Generalmente i ballatoi sono estesi per tutta la lunghezza della facciata.

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Dopo aver descritto la casa dal punto di vista architettonico, consideriamo adesso lo sviluppo caratteristico della struttura e l’organizzazione dei vani.
La casa ha pianta rettangolare; presenta il piano terreno e un piano sovrastante, raramente anche un ulteriore livello. Il piano terreno può avere un unico vano – destinato ad abitazione – oppure due vani, non sempre comunicanti: uno destinato ad abitazione e l’altro a stalla. Elemento ricorrente nel vano abitazione è il focolare, con canna fumaria in muratura.
Il piano superiore, oltre a un vano abitazione (sovrastante la stalla che contribuiva a riscaldarlo) può presentare un secondo vano, utilizzato come deposito di fieno e alimenti (mele, pere, castagne) che qui venivano conservati durante la stagione fredda. E’ servito da una scala interna in legno, o più spesso da una scala esterna parallela alla parete e a rampa unica, realizzata con muratura “piena” in pietra.
Spesso il terreno in forte pendenza realizza direttamente il raccordo dei livelli: in questi casi non è stato
necessario costruire una scala per servire il piano superiore.
Tipici manufatti associati alle case sono le cantine, in alcuni casi semi-interrate o completamente interrate.
Associati alle varie costruzioni sono i muretti a secco, per mezzo dei quali è stato effettuato il terrazzamento delle superfici riducendone la pendenza.

Particolarità

Per costruzioni di piccole dimensioni – cantine e piccole stalle – si riscontra abbastanza spesso il tetto a una sola falda. Si tratta in generale di strutture molto semplici, senza travi portanti: i travetti che reggono le lose di copertura appoggiano direttamente sui muri. In alcune piccole costruzioni – tipicamente le cantine – a copertura dei locali del piano terreno si riscontrano orizzontamenti realizzati in pietra, adottando la soluzione costruttiva voltata.
La volta a botte è in effetti molto adatta per la copertura della cantina, in quanto mantiene fresco l’ambiente e non è rovinata dall’umidità del vano, la quale invece con il tempo degraderebbe un impalcato in legno.
Infine si sono riscontrati rari esempi di architravi e mensole di piccoli balconi realizzati in pietra.

Passeggiando nei boschi si incontrano ancora le case disseminate sulla montagna: le case, costruite con grande maestria e testimoni di un’epoca in cui la Vita era condotta in piena comunione con la Natura e i suoi cicli.
La popolazione montanara aveva una profonda conoscenza del territorio, e tutte le attività – costruzioni, coltivazioni, gestione di boschi e pascoli – erano svolte nel pieno rispetto dell’ambiente.
Molti tetti e muri sono ora crollati: lo spazio che era stato chiesto in prestito alla Natura viene gradatamente da questa riacquistato: alberi sorgono maestosi nelle case, e sembrano volerle custodire e proteggere con un grande e rispettoso abbraccio.