Piante officinali, medicinali o aromatiche…Conosci la differenza?

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L’estate è una delle stagioni predilette per celebrare matrimoni a Torino. Nella scelta della location, che si tratti di una villa o un ristorante, un ruolo importante ricopre il parco, il giardino, luogo in cui solitamente si passa gran parte del tempo nelle pause del pranzo di nozze o al termine del servizio. Molti invitati vengono colpiti proprio dalla bellezza dei fiori e delle piante in esso presenti, ma in quanti sanno distinguerle realmente? Chi conosce la differenza tra piante officinali, medicinali o aromatiche? Il rischio che si corre in casi come questi è quello di fare di tutta l’erba un fascio e, al contempo, di confondere le idee. L’intento è quindi quello di fare chiarezza, senza addentrarsi eccessivamente in tecnicismi o utilizzando termini di difficile comprensione.

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Le piante officinali sono specie vegetali che, grazie ai principi attivi contenuti nei loro organi (fiori, semi, gemme, foglie, frutti, radici), vengono utilizzate in molteplici campi, a scopi medicinali, erboristici, liquoristici, aromatizzanti, alimentari, cosmetici, igienici e molto altro. Quando si parla di piante officinali, si fa riferimento a quelle piante che hanno proprietà e azioni salutari in relazione alle funzioni fisiologiche dell’organismo umano. Come anticipato, le piante officinali vengono impiegate per i loro principi attivi in grado di apportare effetti benefici e si distinguono dalle piante alimentare che, invece, sono utilizzate soprattutto per le loro componenti nutrizionali ed energetiche (carboidrati, proteine, vitamine, grassi). I principi attivi sono sostanze prodotte dal metabolismo secondario della pianta stessa, presenti in piccolissime quantità, ma assolutamente sufficienti per svolgere la loro attività: è proprio per questa ragione che vengono chiamati principi attivi o sostanze bioattive.

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Alcaloidi, flavonoidi, glicosidi, oli essenziali, polifenoli, polisaccaridi: il quadro ora dovrebbe essere un po’ più completo e chiaro.
Un altro termine utilizzato per indicare le piante officinali è piante medicinali, impiegate esclusivamente per impieghi terapeutici, come la produzione di farmaci. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), le piante medicinali contengono nei suoi organi sostanze che possono venire utilizzate a fini terapeutici. Grazie a questa spiegazione, qualsiasi pianta officinale può dunque essere ritenuta anche medicinale.

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Si parla di pianta aromatica, invece, quando una pianta officinale contiene sostanze biochimiche di particolare odore e sapore: le piante aromatiche sono dunque erbe officinali e sono utilizzate particolarmente in cucina e nel settore dei profumi e della cosmesi.

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