Piante spontanee commestibili e officinali: Tarassaco e Primula

La tradizione popolare, riconoscendo a numerose piante anche proprietà officinali, associa spesso commestibilità e valenza medicamentosa.
Gli articoli dedicati a questo argomento riportano i possibili impieghi di erbe comuni nei prati e nei boschi, insieme ad immagini utili al loro riconosimento e ad informazioni specifiche.

Tarassaco (Taraxacum officinale Weber, famiglia: Asteraceae) 

Detto anche “dente di leone” o “soffione”, è un’erba perenne piuttosto comune nei prati dalla pianura alla montagna. Si presenta con una rosetta di foglie profondamente dentate – da raccogliere in marzo-maggio, prima della fioritura – dalla quale poi si sviluppa l’infiorescenza gialla. Le foglie delle piante giovani, dal gusto amarognolo, sono ottime in insalata specialmente con le uova sode.
Le foglie si possono anche utilizzare nel ripieno di torte salate, in minestra o come “verdura cotta”. Con le infiorescenze si può preparare una deliziosa confettura, da provare anche insieme a formaggi e yogurt: si fanno lessare per 20 minuti in 1 litro d’acqua un centinaio di infiorescenze e 1 limone affettato; si filtra il liquido con un colino a maglie sottili, e lo si fa bollire con 1 kg di zucchero (meglio se integrale) per 40-50 minuti, finchè il composto si sarà un po’ addensato; invasare e sterilizzare.
Proprietà – La radice della pianta – in minor misura le foglie – ha proprietà depurative-disintossicanti perché stimola l’attività epatica e renale. Si può preparare un decotto depurativo facendo bollire per qualche minuto una tazza d’acqua con 1 cucchiaio raso di radice sminuzzata; coprire, lasciare riposare per una decina di minuti, filtrare e bere.

Tarassaco

Primula (Primula vulgaris Hudson, Primulaceae)

E’ un’erba perenne che fiorisce già in inverno (anche da dicembre); dalla densa rosetta di foglie, che si presentano piuttosto rugose e che possono raggiungere i 9 cm di lunghezza in competo sviluppo, si sviluppano i fiori giallo-chiaro con macchia centrale più scura. Predilige posizioni in pendenza, nei vari ambienti: prati, pascoli, boschi e ripe.
Le foglie giovani (raccolte in marzo-maggio) e i fiori si possono consumare crudi nell’insalata mista; le foglie adulte, dopo essere state sbollentate per alcuni minuti, si possono passare in padella e consumare come “verdura cotta”, oppure utilizzare in frittata e nei ripieni per torte salate.
Proprietà – A tutta la pianta sono riconosciute proprietà sedative e calmanti; la radice è anche espettorante e antispasmodica (contro raffreddori e in generale le infiammazioni delle vie respiratorie).
Infuso per favorire la distensione e il sonno: lasciare in infusione per almeno 5 minuti qualche foglia e fiore in una tazza d’acqua calda, filtrare e bere. Contro l’emicrania di origine nervosa si può provare il decotto delle radici; entrambe le preparazioni sono utili in caso di raffreddore, tosse, catarro.
Nota bene: è bene astenersi dal consumare la pianta se si è allergici all’aspirina.

 

2b---Primula

Nota – Gli utilizzi riportati hanno finalità culturale e informativa; sono basati su nozioni di erboristeria, ricette culinarie e ricerche empiriche, non su studi medici convalidati da esperimenti scientifici. Essi pertanto non sostituiscono cure mediche o assunzione di farmaci. In caso di patologie, allergie e disturbi specifici, consultare sempre il medico curante. Si declina pertanto ogni responsabilità sull’utilizzo delle piante a scopo alimentare e curativo.