Piante spontanee commestibili e officinali: Alliaria e Borsa del pastore

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta di erbe spontanee che possiamo utilizzare in cucina.
Si tratta di piante comuni e facilmente riconoscibili; costituiscono un cibo sano e di alto valore nutritivo, anche perchè siamo noi stessi a raccoglierlo e cucinarlo.
Oggi dedichiamo questo spazio a due erbe appartenenti alla famiglia Brassicaceae: è quella di cavoli e cavolfiore, broccoli, rucola, rape e rapanelli, cime di rapa, rafano, senape e crescione; si tratta quindi di un gruppo botanico che riveste grande importanza alimentare, e annovera anche varie specie ornamentali, fra le quali citiamo: Violaciocca, Iberis, Alisso, Aubrezia, Monete del Papa.
La famiglia è anche conosciuta con il termine “Crucifere”; il nome si riferisce alla tipica forma del fiore, che presenta 4 petali disposti a croce.

Alliaria (Alliaria petiolata (Bieb.) Cavara et Grande)

Erba biennale che a piena maturità può raggiungere un’altezza di 80 cm; è diffusa nei boschi (soprattutto ai margini) e nei luoghi concimati, dalla pianura alla montagna (1700 m).
Come suggerisce il nome, la pianta ha un aroma simile a quello dell’aglio, anche se più delicato e senza produrre gli effetti indesiderati di quest’ultimo.
Presenta foglie basali reniformi e foglie superiori triangolari-cuoriformi. Si consumano cotte come ripieno di torte salate, o in frittata; crude sono ottime insieme all’insalata, o impiegate come condimento per la pasta: si può preparare un “pesto” con abbondanti foglie di Alliaria, noci, pinoli, olio extravergine e parmigiano. In alternativa si può spalmare questa salsa sul pane tostato, per realizzare delicate tartine da servire con l’aperitivo.
Proprietà – La pianta, privata della radice e utilizzata allo stato fresco, è espettorante e curativa delle affezioni dell’apparato respiratorio. Per il catarro bronchiale e per depurare l’organismo si può assumere un infuso, in quantità di due tazzine al giorno, preparato con 3 grammi di pianta e 100 ml di acqua calda (non bollente).

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1a---Alliaria

Borsa del Pastore (Capsella bursa-pastoris (L.) Medik.)

Erba biennale, alta fino a 40 cm, che emana un odore solforato se viene stropicciata.
Si presenta inizialmente con una rosetta di foglie allungate di forma molto variabile: possono avere denti da appena accennati a molto profondi, raggiungenti anche la nervatura centrale.
Dalla rosetta presto emerge un fusto eretto e ramificato, recante i fiori. I frutti sono appiattiti e hanno una caratteristica forma triangolare. E’ comunissima in pianura negli incolti, ai lati di prati e strade, e diffusa infestante di orti e campi; nei medesimi ambienti in cui si può facilmente incontrare anche in montagna.
Si utilizzano le foglie – meglio se raccolte durante la primavera quando sono più tenere – nelle minestre di verdure miste, anche insieme ad altre erbe come Tarassaco e Ortica.
Proprietà – Le vengono riconosciute proprietà astringenti a livello enterico (contro la diarrea), esplicate attraverso l’infuso: 1 cucchiaio raso di sommità (porzioni apicali del fusto) in una tazza d’acqua calda per 10 minuti; 2 tazze al giorno lontano dai pasti.
Si citano anche proprietà a livello circolatorio: antiemorragiche, emostatiche e di contrasto a disturbi da insufficienza venosa come le varici.

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Nota – Gli utilizzi riportati hanno finalità culturale e informativa; sono basati su nozioni di erboristeria, ricette culinarie e ricerche empiriche, non su studi medici convalidati da esperimenti scientifici. Essi pertanto non sostituiscono cure mediche o assunzione di farmaci. In caso di patologie, allergie e disturbi specifici, consultare sempre il medico curante. Si declina pertanto ogni responsabilità sull’utilizzo delle piante a scopo alimentare e curativo.