Il Roc d’le masche, un luogo avvolto nella leggenda e nel mistero.

Passeggiando nei pressi di Chialamberto, più precisamente nella frazione di Vonzo, è impossibile non notare un grosso masso squadrato e parallelepipedo innalzarsi a nord, in direzione del Vallone della Paglia.
Questo masso è noto come Roc d’le Masche, detto anche “Balma di Vonzo”, e dietro ad esso si nasconde un’antica leggenda. Il macigno, posto tra il bosco e i pascoli, è alto all’ incirca una ventina di metri e lungo trenta. Il ripiano superiore, non facilmente raggiungibile se non con attrezzature adatte, è coperto di bassa vegetazione ed erba. Lungo questo masso si possono anche notare delle anse, erosioni scavate dentro la roccia dal’ aspetto molto particolare e misterioso.
La leggenda narra che queste erosioni siano in realtà dei segni lasciati dalle masche, che si riunivano attorno alla pietra, e che quindi in origine la superficie del masso fosse liscia.

 

balmavonzo1

http://valgrandedilanzo.altervista.org/rocce.php

Le masche sono presenti in numerose culture delle valli piemontesi.
La loro origine è simile a quella delle streghe. Potevano essere donne particolarmente emancipate, ostili all’omologazione sociale che applicavano le loro conoscenze in fatto di medicina primitiva e spiritualità, esperte in erbe e pratiche magiche. Da un lato venivano interpellate dalla gente perché si pensava fossero in grado di guarire i malanni con l’ausilio di erbe e pozioni misteriose. Dall’ altra parte, venivano guardate con sospetto per via delle loro credenze e delle loro pratiche.
Così le masche, accusate di fare stregoneria, dovettero trovare dei luoghi isolati e al sicuro dai cittadini in cui poter mettere in pratica le loro magie.
Luoghi come il  Roc d’le Masche.
L’antica leggenda narra che le masche, per far dispetto al Diavolo, avrebbero staccato il grosso masso portandolo a valle fino al Ponte da lui costruito –Il Ponte del Diavolo– per l’appunto.
Il Diavolo subito si accorse di questo affronto, e le obbligò a riportare sulla schiena il grosso masso fino al luogo di origine.
Così, con il masso sulla schiena, ripartirono. I segni che ancora oggi si notano sulla superficie del masso, sarebbero infatti le impronte dalle schiene lasciate durante il faticoso viaggio di ritorno.
Ma la leggenda non finisce qui. Durante il trasporto del masso, le masche si resero conto di non riuscire più a trasportarlo per l’elevato peso e la troppa fatica. Così ruppero una parte della roccia creando una cavità per facilitare il trasporto.
Se ci si reca in questo luogo magico infatti si può notare la balma, ovvero una roccia che individua su più lati una cavità, spesso adibita a bivacco o a cantina.

chiesa-san-bernardo-in-vonzo

https://camoscibianchi.wordpress.com/2012/04/06/alpis-graia/

 La balma di Vonzo è talmente grande che al suo interno è stata ricavata una stalla, chiudendo i lati esterni con un muro di pietra.
Entrando dentro a questa balma e osservando il soffitto, noterete subito i corrugamenti nella roccia presenti anche all’esterno. E’ facile capire come negli anni questo posto ha suggestionato così tanto la fantasia delle persone.
Per raggiungere il Roc d’le Masche, occorre lasciare la macchina nel piazzale della borgata di Vonzo. Da lì, imboccare il sentiero che porta al Santuario Mariano della “Madonna del Ciavanis”, superare l’alpeggio del Praias e poco oltre svoltare a sinistra, abbandonando il sentiero che porta al Santuario.
Il sentiero ora si inerpica sulle pendici che scendono dal Roc d’le Masche. Man mano che si percorrono gli ampi tornanti, il bosco si dirada e si arriva ad una balza rocciosa,  un bel punto panoramico, oltre il quale si può finalmente osservare questo enorme e misterioso masso.
Il tempo di percorrenza è di circa 45 minuti.

mappa_masche

http://www.cailanzo.it/images/sentieri_natura/masche/mappa_masche.jpg