Con il mese di Ottobre, il cui nome deriva dal latino october – ottavo mese del calendario romano, che iniziava con Marzo – si entra nel pieno della stagione autunnale, assai generosa nel regalare emozioni suggestive.
Più elementi concorrono alla creazione della particolare atmosfera di questo periodo: le chiome degli alberi si accendono dei caldi colori giallo, rosso e bruno sfumati in varie tonalità; compaiono vari tipi di frutti, anch’essi spesso vivacemente colorati di giallo, rosso e arancio; iniziano a manifestarsi i primi significativi abbassamenti di temperatura; la traiettoria del sole nel cielo si fa progressivamente più bassa, le ore di luce gornaliere diminuiscono.
Nell’ambiente montano in particolare, le ombre proiettate da alberi, versanti e singole rocce acquistano maggiore rilevanza e concorrono, insieme alle parti illuminate, a creare un suggestivo gioco di luci-ombre dai contrasti accentuati.

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E’ terminata l’estate, con la luce intensa, il calore, il dinamismo e la leggerezza che le sono propri: l’autunno risveglia in noi un desiderio di rallentare i ritmi “esterni”, per dare maggiore spazio a momenti di tranquillità, a riflessioni personali e al raccoglimento.
Con i primi freddi e le giornate più brevi in termini di ore di luce, la propria dimora con tutti i suoi aspetti acquista nuovamente la valenza importante del “focolare”, sentito come luogo intimo e accogliente in cui ricevere protezione e calore.
Il ristorante Berta si propone di offrire questa atmosfera di calda accoglienza, di far vivere la suggestione autunnale e la tradizione locale attraverso la sua cucina di prima qualità, in sintonia con il periodo stagionale corrente.
Vediamo dunque quali sono i prodotti tipici dei menu di questo periodo. Oltre ai funghi, che hanno fatto il loro ingresso trionfale in Settembre, l’autunno ci regala mele, uva, pere, zucche, cavoli, verze e bietole: alimenti che, almeno in parte, ci accompagneranno anche durante l’inverno.
Le mele in particolare sono un prodotto tipico della Valle Tesso, avendo questo territorio buona vocazione colturale per il Melo e, secondariamente, per il Pero.
Le mele trovano utilizzo principale nei dolci, fra i quali: le golose e profumate frittelle, vari tipi di torte e la “Glara di mele”. E’ questa una preparazione probabilmente originaria dalla tradizione occitana delle valli Valdesi e in paticolare della Val Pellice, e successivamente trasmessasi a tutto il territorio montano piemontese tanto da rappresentarne un prodotto tipico; il dolce, che originariamente annoverava fra gli ingredienti il pane raffermo, viene oggi proposto in versione rivisitata.
Le mele, in virtù del loro sapore insieme zuccherino e acidulo, si prestano anche ottimamente alla preparazione di contorni per l’accompagnamento delle carni; alcune ricette prevedono che la cottura della carne sia effettuata insieme alle mele, che conferiscono alla pietanza una delicata e raffinata nota agrodolce.

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Curiosità del mese.

La data del 31 Ottobre era celebrata dagli antichi Celti attraverso lo Samhain, festa del termine dell’estate e del ringraziamento per i raccolti agricoli ottenuti nel corso dell’anno.
Il termine attuale “Halloween” probabilmente deriva dall’espressione anglosassone “All Hallows Eve” ovvero la “Vigilia di tutti i Santi” (notte di Ognissanti). Anticamente si credeva che in questo potente momento magico gli spiriti dei morti potessero comunicare con i vivi e possederli; secondo una versione della leggenda, per paura della possessione gli abitanti dei villaggi scoraggiavano e spaventavano gli spiriti spegnendo i focolari – rendendo così le case buie e fredde, poco ospitali – e assumendo un aspetto orribile travestendosi. Un’altra versione sostiene invece che i focolari venissero spenti perchè si accendeva un unico grande falò collettivo.
Con il passare del tempo sono andati perduti sia il profondo elemento spirituale di ringraziamento, sia l’elemento della possessione; è invece rimasto assai vivo l’aspetto più materiale del travestimento.