Si tratta di una pratica volta ad approfondire il contatto con il proprio Sé interiore. Si basa sulla sperimentazione della “quiete” esteriore che, progressivamente con la pratica costante, può condurre a una profonda pace interiore.

Il silenzio: cos’è?

Nelle situazioni della vita quotidiana, il silenzio è concepito come semplice assenza di rumore; pratiche come la meditazione e il contatto con la natura, lontano dalla frenesia e dal caos, possono gradualmente far mutare la percezione del silenzio da “assenza” di qualcosa a “presenza” di qualcosa, come una dimensione di trasformazione collocata fra pensiero e azione. Il silenzio può essere lo spazio per l’ascolto interiore, che distoglie dalla tendenza egoica: sperimentare il silenzio può aprire all’esperienza di percepirci al di fuori da un sistema di riferimento in funzione del quale ci sentiamo definiti.

La pratica

Requisito fondamentale è un ambiente privo di “rumore” e suoni artificiali, prodotti dalle attività umane. Può essere condotta:
• in ambienti naturali, immersi nei suoni dati da scorrere di acqua, canto di uccelli, fruscio delle foglie; qui si sperimenta il “silenzio” delle attività umane, riavvicinandosi alla dimensione ancestrale;
• in monasteri o altri luoghi dove si praticano ritiri spirituali;
• in un ambiente appositamente concepito  ispirato ai principi della camera anecoica  dove si sperimenta il silenzio vero e proprio; in questa particolare condizione si possono percepire suoni interni del corpo come il battito cardiaco, e avere un ascolto più profondo del suono del respiro.

Benefici

Diminuzione di ansia e nervosismo; miglioramento di capacità mnemonica, sonno e concentrazione; rilassamento fisico; progressivo allenamento al pensiero positivo ed efficace; effetti significativi sul concepimento di progetti, desideri, ragionamenti. La pratica costante può favorire nuove comprensioni e il “fiorire” del proprio vero Sé; del resto l’interpretazione psicologica junghiana del silenzio-archetipo ci ricorda che il silenzio è un “contenitore” che non può essere svuotato, nel quale avviene il processo di individuazione: la realizzazione del Sé.

La valle Tesso, ricca di ambienti naturali “selvaggi”, offre grandi possibilità di sperimentare il silenzio. La pratica “pura” può essere integrata con pratiche olistiche: silvoterapia, meditazione guidata, musicoterapia.

Il silenzio diventa un cammino di ritorno a sé stessi: un tempo sospeso in cui il rumore del mondo si attenua e lascia spazio all’ascolto profondo, alla presenza e alla consapevolezza.

All’Hotel Italia – Ristorante Berta, immerso nella quiete naturale della Valle Tesso, questa esperienza diventa un’occasione preziosa per rallentare, allontanarsi dal ritmo quotidiano e ritrovare un contatto più autentico con sé stessi.

Scopri il piacere di un soggiorno rigenerante nelle Valli di Lanzo e lasciati avvolgere dalla quiete della natura.