L’accorciarsi delle giornate e la diminuzione delle temperature ci avvertono dell’arrivo dell’autunno. Il foliage regala atmosfere suggestive, che richiamano anche il piacere del calore domestico. In cucina trovano spazio erbe aromatiche “classiche” – salvia, rosmarino, timo e alloro – che aiutano a “sintonizzarsi” con il cambio stagionale e possono essere generosamente utilizzate per insaporire e profumare piatti come zuppe, vellutate, stufati, arrosti.
Anche le spezie dalle note “calde”, come le seguenti, diventano preziosi ingredienti in preparazioni dolci e salate.
• Anice stellato – Si tratta del frutto legnoso (follicolo) di un albero tropicale sempreverde (Illicium verum) con areale esteso dalla Cina al Vietnam; ha forma di una stella a 8-12 lobi, ciascuno contenente un seme. Contiene un olio essenziale fra i cui principi attivi il principale è l’anetolo, che si ritrova anche nei semi di anice; l’aroma richiama quello dell’anice, insieme a note agrumate e di mentolo. Gli sono riconosciute proprietà stimolanti, diuretiche, carminative e antibatteriche. In cucina è utilizzato per piatti a base di carne, pesce e in alcuni dolci e infusi.
• Noce moscata – È il seme di un albero (Myristica fragrans) originario delle isole Molucche (Indonesia). Ha proprietà digestive, antinfiammatorie-analgesiche, antimicrobiche, sedative, carminative e antiossidanti (per il contenuto in vitamina A, carotenoidi e manganese); può favorire il rilassamento, contrastando la stanchezza mentale e lo stress psicofisico. L’impiego in cucina, meglio se attuato grattugiando la “noce” al momento, è ampio: può aromatizzare la salsa besciamella, sughi, ripieni per pasta e torte salate, purè di patate, gnocchi alla romana, crostate, dolci speziati, budini e creme. La spezia macis è fornita dal guscio esterno che racchiude il seme; ha un aroma più attenuato, e conferisce alle pietanze un colore giallo-aranciato simile allo zafferano.
• Vaniglia – La pianta della vaniglia è un’orchidea (Vanilla planifolia) dal portamento lianoso-rampicante, originaria delle foreste umide dell’America tropicale e oggi ampiamente coltivata. La spezia si ottiene dai frutti (capsule, impropriamente chiamate bacche o baccelli) di colore bruno scuro; questi vengono sottoposti a un lungo processo che, attraverso trasformazioni enzimatiche, conduce alla produzione di molecole aromatiche fra cui la vaniglina (da non confondersi con la vanillina sintetica prodotta industrialmente). Largamente impiegata nell’industria cosmetica e profumiera, è utilizzata in fitoterapia per le sue proprietà antisettiche, stimolanti e antiossidanti. In aromaterapia è invece prevista per indurre buonumore, stati di rilassamento, benessere fisico e mentale. In cucina è un ingrediente particolarmente adatto per aromatizzare i dolci di ogni tipo; la quantità va dosata opportunamente, per evitare il conferimento di un sapore amaro.
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