Il termine “spezie” indica varie sostanze aromatiche di origine vegetale derivate da parti di specifiche piante – radici, cortecce, foglie, fiori, frutti e semi – sottoposte a essiccazione; il prodotto finale può essere intero, oppure ridotto in polvere attraverso la macinazione. Con “spezie” si indicano, in generale, i prodotti ottenuti sia da piante delle regioni tropicali (per lo più alberi e arbusti), sia dalle piante aromatiche che crescono nelle nostre regioni (ad esempio timo, salvia, rosmarino, menta, maggiorana).
Anticamente le spezie erano importanti soprattutto per la conservazione dei cibi; ad esse venivano attribuite anche proprietà medicamentose – spesso confermate dagli odierni studi scientifici – per cui trovavano impiego anche in usi medici e ritualistici.
Possiamo utilizzare queste preziose sostanze di origine naturale – previa verifica di eventuali controindicazioni – sia per aromatizzare le nostre preparazioni culinarie, sia per allinearci con l’“energia” delle stagioni. Ad esempio in primavera possiamo inizialmente beneficiare di spezie invernali dall’energia riscaldante, e poi considerarne altre ad effetto neutro-rinfrescante. Ecco alcuni esempi.
Curcuma:
indicata anche come “zafferano delle Indie”, questa polvere giallo-aranciata è ottenuta dai rizomi di alcune piante dell’Asia sud-orientale (soprattutto Curcuma longa), previa lessatura, essiccazione e macinazione. Ha proprietà digestive, diuretiche, epatoprotettive, antinfiammatorie e antiossidanti.
Cannella:
è ricavata dalla sfogliatura del fusto di alcuni alberi di Sri Lanka e Asia tropicale (fra cui Cinnamomum zeylanicum e C. cassia). Le sono riconosciute proprietà digestive, antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche; ha inoltre un ruolo nel controllo della glicemia (riduce la glicemia a digiuno e migliora la sensibilità all’insulina).
Cardamomo:
meno conosciuto e utilizzato rispetto ad altre spezie, è ottenuto dai frutti (capsule) dalla pianta Elettaria cardamomum (Iran, India, Sri Lanka, Malaysia) e altre specie simili, raccolti prima della maturazione quando sono ancora chiusi, e poi essiccati; la parte aromatica principale è rappresentata dai semi contenuti. È antisettico e digestivo, espettorante, antiossidante, regolarizzante della pressione sanguigna e calmante degli spasmi intestinali.
Zenzero:
è il rizoma di forma irregolare e bitorzoluta di una pianta erbacea nativa del Sud-est asiatico (Zingiber officinalis); per consumarlo, si grattugia fresco oppure si taglia a strisce sottili o a cubetti.In Ayurveda è considerato una medicina quotidiana per le sue qualità capaci di risvegliare, armonizzare e rendere assimilabile ciò che mangiamo. Ha proprietà antisettiche, antinfiammatorie, stimolanti, favorisce la concentrazione.
Origano:
si tratta delle foglie fresche o essiccate (e spesso anche delle cime fiorite) dell’origano comune o europeo (Origanum vulgare) e dell’origano siciliano (O. onites), quest’ultimo con gusto e aroma più intensi. Ha proprietà antibatteriche, espettoranti e mucolitiche, antiossidanti e digestive.
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